12 mesi con Tiziano Scarpa

di Caterina Balducci

Storie di Smemo
12 mesi con Tiziano Scarpa

– Il libro che ti ha cambiato la vita, se esiste.
A 14 anni mi impressionarono molto Siddartha di Hermann Hesse, Tropico del Cancro di Henry Miller e Tonio Kröger di Thomas Mann.

– Il libro che non ti ha cambiato la vita, anche se forse avrebbe dovuto…
Non ho mai capito come faccia a piacere così tanto Il giovane Holden di Salinger.

– Sei d’accordo con Pennac (Come un romanzo) sul diritto del lettore di non finire un libro?
Sì, ma mi sembra ovvio. È strano, siamo liberi, di leggere e di non leggere, di vivere e di non vivere, di obbedire e di non obbedire, ma non lo sappiamo mai abbastanza, abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ce lo ricordi.

– Il posto più strano dove hai scritto.
Sul seggiolino di una teleferica. Bello avere paura di perdere penna e quaderno in fondo all’abisso che stai descrivendo.

– L’orario preferito per scrivere.
Notte fonda, quell’ora tra l’ultima persona che è andata a letto e la prima che si alza.

– Inchiostro o tastiera?
Stilografica per appunti e diario, tastiera per romanzi e poesie.

– Carta o digitale?
La carta mi piace sporcarla con sottolineature e annotazioni, mi dà il senso che di là ci sono passato, che ho avuto un’esperienza. Leggo anche qualche ebook, per adesso quelli non troppo lunghi.

– Facebook o Twitter?
Nessuno dei due. Ho avuto facebook per un po’ ma non avevo tempo, mi dispiaceva trascurare le persone e non rispondere, così sono uscito.

– Non potresti mai scrivere senza…
Ogni tanto mi fa piacere una tazzina di caffè.

– Raymond Carver, maestro del racconto, diceva: “Mi piace il fatto che può essere scritto e letto in una sola seduta”, sei d’accordo?
Ha ragione, anche a me piace quando scrivo qualcosa che è come una fiammata, un racconto, una poesia, ci resto dentro dall’inizio alla fine. D’altra parte è difficile portare avanti progetti a lungo termine, tutto oggi tende a durare “una sola seduta”. Perciò io ci tengo molto anche ai progetti a lungo termine. Nella mia vita, scrivere un romanzo è il simbolo del “progetto a lungo termine”.

– Cosa ti piacerebbe portare nel 2013? E cosa lasciare?
La mia ispirazione e la mia pigrizia.

– Un messaggio di auguri per il prossimo anno (chi ben comincia…) per gli/le smemorandiani/e.
Intanto la salute, che uno tende a darla per scontata. Poi auguro il coraggio di essere intraprendenti in tutte le cose, di prendere l’iniziativa invece di subirla.
 
Tiziano Scarpa nato a Venezia nel 1963. Tra i suoi libri Stabat Mater (premio Strega 2009), Le cose fondamentali e la guida Venezia è un pesce. Il più recente è L’infinito.