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L’Estate dell’Alligatore – Atto IV

di L'Alligatore
| News | Musica | Dalla palude dell'Alligatore | 0 commenti

Una nuova playlist indierock-pop-tronica da ascoltare in vacanza

Chiara White si è di recente aggiudicata il Premio Zonta, riconoscimento legato al Lilith Festival di Genova, offerto dal Zonta International Club, associazione nata per sostenere la presenza femminile nel panorama della canzone d’autore italiana. Se lo merita tutto, perché “Biancoinascoltato”, album uscito a fine 2017, è un gran bel disco di una nuova cantautrice con una gran voce. Questo è il particolare che colpisce in primis nelle nove canzoni dell’album. Da “Itaca”, pezzo messo in apertura del disco, un bel rock che sembra un classico al primo ascolto, a “Nostos”, canzone con un testo pregno, la voce resta subito impressa. Come resta nel voce/chitarra dedicato a Praga nell’omonimo brano, dove si trova quella parola nuova che ha poi dato il titolo al disco “Biancoinascoltato”, o in “Accarezzando la tua anima”, romantica come ti aspetti con la voce a esprimere tutto il sentimento e degli archi da pelle d’oca. Archi da pelle d’oca anche in “Penny”, intimo voce/chitarra (sì, ancora) bello nella sua sincera semplicità. Come tutti il disco, tutto da ascoltare.

Niente paura, le “Tempeste lunari” di Tabacco, genietto del pop elettronico d’avanguardia, non faranno danni. In giro dal 2001, quando suonava con gli Elton Funk, da qualche anno l’artista senese ha deciso per la via in solitaria con il nome di Tabacco. Il disco, dato alle stampe questa primavera con Millesei Dischi, è un concentrato sofisticato di musica elettronica e colte provocazioni surrealiste. Si parte con “È la luna nuova”, elettronica sperimentale con intrecci di testiere e un interessante testo legato, come si capisce, alla luna nuova, si arriva con “Gli uomini volanti”, saltellante pop intellettuale, ecologia per corpo e mente. In mezzo da segnalare “Spirito del vento”, ipnotico e affascinante dal testo elaborato così come la musica e tanto ritmo, “Il morso del serpente”, acida canzone dal respiro internazionale,  “Una parte bagnata”, rock ballabile, elettrico, divertente,
Artista poliedrico, fa quasi tutto da solo Tabacco, dai video alla grafica dei cd, internet come esibizioni dal vivo. E poi segue con interesse le fasi lunari, cercando di capire le interconnessioni tra quello che succede in alto e in basso. Succede sempre qualcosa quando c’è la luna piena? Se pensate di sì, questo è il disco che fa per voi.

Per chi ha amato e ama il punk rock’n’roll come Ramones comandano, il nuovo disco dei The Twinkles fa al caso vostro. “We Come Along”, Andiamo avanti, vero e proprio urlo di incitamento per chi fa musica indipendente oggi in Italia: non arrendetevi, ma sparate tutte le cartucce musicali che avete, e se non ne avete inventatevene di nuove. Coinvolgenti questi trevigiani sui palchi dal marzo del 1998, conosciuti più all’estero che in Italia. Sarebbe ora di starli a sentire, credo  “We Come Along” sia il disco giusto. Dieci pezzi ben calibrati, dal fantastico intro beethoveniano “Ludwig The Punk”, al ginnico rock con divertenti prese di posizione “I Don’t Wanna Wake No More Alone”. Per non dire di “Fantasy Is My Mistress”, dove l'hammond prende il sopravvento per creare un'atmosfera coinvolgente, o “Naughty Lady”, dilatata/dilatante canzone molto Lou Reed, o Bubblegum Girl romantica canzone che sale, con tastierine e un cantato ispiratissimo … come in tutto il disco, 77 – style!

 

Noir & Dirty Crayons sono il tipico giovane gruppo all’esordio. Vengono da Bergamo, con “Paratechnicolor” hanno fatto un disco tra il pop e il rock con l’elettronica a fare da guida più una certa attitudine punk. Pongono domande fin dalla nera copertina con punto interrogativo colorato, ma non solo per questo meritano un attento ascolto.  Parlando con me, Noir, leader della band, ha detto che questo album è “un viaggio dentro le paure, le paranoie di una generazione alla quale hanno cercato di negare il futuro”. Lo si sente. Lo si sente in pezzo quali “Sono ancora vivo”, scoppiettante e generazionale rock elettronico contro le aspettative fallite di vecchi genitori, in “Dammi tempo” sulla stessa linea musicale a narrare la stanchezza dell’uomo moderno, “Fuck!”, rock diretto con un titolo molto esplicito e un gran ritmo. Ma tutto “Paratechnicolor” è pervaso da buona rabbia giovane. Ascoltiamolo! Ascoltiamola!

rock
indie
pop

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