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Rat-man, la fine (è un inizio?)

di Olga Mascolo
| News | Libri e Fumetti | 0 commenti

Intervista a Leo Ortolani

Leo Ortolani

Rat-Man 122

Panini Comics

122 numeri, 20 anni di onorata carriera iniziati nel 1990. La serie di Ratman, l'anti super-eroe disegnato e ideato da Leo Ortolani, chiude i battenti oggi. Ma non preoccupatevi: Ratman è vivo, perché tra due mesi sarà pubblicato C'è spazio per tutti, 250 pagine di ratto ambientate nello spazio. E a detta di Leo Ortolani, da noi intervistato per l'occasione, «Peggio di così non poteva andare».

Leo, è veramente la fine?
No! Ratman non finisce, finisce la serie, che è un racconto: sebbene sia in 20 anni, è pur sempre un racconto e ha una fine per forza. Però Ratman non muore assolutamente... speravo di avere davanti a me un'estate per riposare, come l'estate dopo la maturità, e invece ho lavorato incessantemente al volume sullo spazio. Tutti i giorni mi alzavo, disegnavo 3-4 tavole, andavo a dormire, mi alzavo, disegnavo 3-4 tavole e andavo a dormire. Una guerra.

Come sono cambiate le storie e il personaggio negli anni?
Il personaggio è rimasto se stesso, mi interessava che restasse lui. Sono cambiate le storie di contorno: sono diventate più complesse, più profonde. Nel tempo si è acuito un po' lo stacco tra il personaggio e quello che viveva. Questo funziona moltissimo a livello umoristico. Se tu cali un personaggio umoristico in una storia che già è umoristica, fa ridere ma non stai a pensarci più di tanto. Se cali un personaggio che fa ridere in una storia che ti fa pensare, ridi, e poi dopo ci pensi, e ci ripensi. Insomma acquista un valore in più.

È maturato!
È maturato. È invecchiato come me: è diventato cattivo e rancoroso come Clint Eastwood in Gran Torino. Ecco io punto a diventare così, come Valker. Già ci sto diventando.

A proposito di umorismo, tu hai usato tantissime tecniche diverse umoristiche, tutte : la parodia citazionista, il nonsense... Se dovessi citare le cose che ti fanno ridere di più?
Da piccolo ridevo per Stanlio e Ollio, crescendo per le cose assurde, tipo Leningrad Cowboys go America di Aki Kaurismaki, per Mr. Bean, per John Landis, per tante cose... per l'umorismo involontario di Alberto Sordi, o semplicemente per quello generate da persone spaesate di fronte alla realtà: un umorismo vero. Vianello e Mondaini: adoravo i loro sketch.

Il nonsense italiano esiste?
Non so, cos'è?

Tu. Ratman...
Può darsi, non ha senso che sia ancora qua in Italia...

Il cinema è pieno di supereroi. Il futuro dei supereroi: moriranno o hanno ancora qualcosa da dire?
Dipende da come la racconti, se vuoi veramente dire qualcosa devi trovarlo. Il cinema si sta concentrando sulla spettacolarizzazione. Da tempo non vedo una storia decente… c'è stato Unbreakable, e infatti il regista ha tirato fuori Split, l'ha incrociato con Unbreakable e sono curioso. Per il resto... mi lascio andare a questo torpore narrativo che avvolge tutto. Il guaio è che ti devono fare ridere. Sembra che il film comico non sia più Vacanze di Natale a New York ma Thor: Ragnarok

Quante donne hai conquistato parlando di Ratman?
Nessuna.

Consiglio ai giovani ragazzi che si approcciano al fumetto ?
Non parlatene alle vostre donne.

Ti sei mai svegliato nel cuore della notte dicendo: «Sono un fumettista, un genio?»
Mai. Piuttosto mi sono svegliato e mi sono detto: «Porca miseria devo ancora finire questa storia!». 

Rat-Man
fumetti

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