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di Luca Maria Palladino
| News | Marcovaldo | 0 commenti

Ci sono delle vite che s'incontrano stando semplicemente seduti ad un caffè

Sono morti Ettore Scola e David Bowie, e la Juve ha vinto 11 partite consecutive.
Frattanto c'è chi si mette la pelliccia per avere più carisma e sintomatico mistero.
C'è chi ti manda a quel paese in una lingua straniera anche se parla la tua stessa madre lingua.
C'è chi preferisce il caffè acido, chi guarda l'etichetta nel scegliere i vestiti, chi a Beethoven e Sinatra preferisce l'insalata, e a Vivaldi l'uva passa.
C'è chi chiama frocio chi frocio non è, ma tant'è.
Ci sono le allocuzioni, le asperità, le esasperazioni, le assenze di pudore.
C'è chi non si fa problemi a calpestare gli altri, chi ama farsi i selfie e chi bello non è.
C'è il banco d'imputazione, l'asserzione del tutto gratuita, l'acredine, lo struggimento.
Ci sono i "battitesta," e il batticuore
Ci sono dei grandi occhi neri neri che ti guardano così intensamente che diviene imbarazzante accorgersi di essere stato incluso in un mondo di pupille, forse perché non si è abituati ad essere così sfacciatamente inclusi.
C'è un certo profumo che entra nella tua vita a mo' di brulichio sociale, è un effluvio insorgente.
C'è chi dà fiducia e chi non la merita.
Ci sono delle vite che s'incontrano stando semplicemente seduti ad un caffè.
C'è la vita degli altri, quella insignificante e quella sorprendente, ed è quest'ultima che ti fa più o meno esclamare "ma io che cosa ho fatto della mia vita?"
C'è chi suggerisce di dare un calcio in culo alla moglie e prendersi una bella mignotta!
C'è la rabbia adulta che è funesta ma sincera.
C'è chi si domanda se nella frase "juve merda" il disagio sia nella parola juve o nella parola merda.
C'è la mutua a tua insaputa.
C'è chi dice "ci sta" per significare la più totale aderenza alla compagnia.
C'è chi abbandona la nave per paura che affondi, che è un po' come morire d'infarto in aereo durante una turbolenza: e se poi la nave non affonda?
C'è chi non prende in nessunissima considerazione la possibilità di non fare così, ossia di non essere retti, cioè magnificamente onesti.
C'è il piano cartesiano, il gelato, il cioccolato.
C'è il ragù e il tabù.
C'è un cielo grigio privo di umidità sopra la mia testa adesso, ora, mai più.
C'è una persona che cammina chino sulla strada sommerso di pensieri.
C'è il Marcovaldo, in rue Charlot, pieno di gente.
C'è chi ha le mani faticate e la coscienza pulita.
C'è chi fa poesia e chi sventola bandiera bianca.

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