
25/03/2007
Amare e monti
LUCAVISENTINI
Bartolo, insieme alle montagne, aveva amato alcune donne. Rina era adolescente ma romagnola, e in quelle lontane gite non riuscirono a conquistare nemmeno una vetta, perché si imboscavano a mezza costa. L'estate successiva i suoi genitori la portarono al Lido degli Estensi.
Alice fu il grande e fiducioso amore. Infaticabile camminatrice tra le migliori al corso d'alpinismo, portava pantaloni alla zuava di colore arancio. In quota si accendeva sulle gote e mentre Bartolo le mostrava le torri del Vaiolet o la cresta del Monte Leone, lei mangiava uovo sode e cioccolato. Ma in quegli anni era esploso il femminismo e Bartolo, oltre ad avere la colpa di essere il solo compagno di Alice, si rifiutava persino di giocare il sabato sera a Risiko con i partners delle amiche del suo collettivo di autocoscienza. Le consociate, forse per dispetto e gelosia, presentarono ad Alice, uno dopo l'altro, tutti i maschi spaiati che conoscevano. Quando arrivarono a un insegnante disponibile di tempo libero e del brevetto di istruttore di vela, Bartolo non rivide più Alice.
Lara era l'Amica per eccellenza di Bartolo e dopo aver visto insieme il film "Giulia", di Zinnemann, i due partivano talvolta con zaini e tendina per traversare interi territori poco esplorati. Ma il fidanzato di Laro era ricco e acquistò una seconda casa vicino ad una spiaggia protetta da ripide colline, così i due teneri avventurieri si persero di vista.
Bartolo si riprese presto e cominciò ad invitare Lucia, una sua ex compagna di scuola, su per scarpate e canaloni, che lei risaliva in punta ai piedi - poiché gli scarponi rigidi le duolevano - come una ballerina. Bartolo accettava persino, dato che Lucia era davvero entusiasta ma poco allenata, di caricare nel suo sacco i pesanti volumi di narrativa di cui lei non poteva fare a meno, se per caso avessero dovuto trascorrere una giornata di pioggia chiusi nel bivacco. Decisero di andare ad abitare insieme in montagna e Bartolo partì per primo in cerca di un appartamento. L'aspettò inutilmente per mesi, alla testata di una valle, e si arrese quando ricevette una sua cartolina da Lampedusa con scritto: baci!
Bartolo, capricorno, ritornò sui monti con Renata, che aveva un brutto carattere. Lei gli chiese di insegnarle ad arrampicare, dimenticandosi che simili apprendimenti vengono ostacolati dall'intimità . Bartolo le aveva pur detto di spostare il sedere all'infuori, per staccarsi dalla parete e poter così sollevare le gambe e gli scarponi con equilibrio e il più in alto possibile. Renata non riusciva a superare un passaggio, sbilanciandosi inutilmente per aiutarsi con i ginocchi. Bartolo ebbe la cattiva idea di farglielo notare e finì che si lasciarono all'istante, in piena scalata. Renata, una volta a fondovalle, se ne andò all'Isola d'Elba.
Lucrezia, una conoscenza marina e disinteressata di Bartolo, non era mai stata sulle Alpi. Vi andarono insieme per un fine settimana primaverile e Lucrezia si trovò impreparata alle lenzuola ghiacciate del rifugio. Chiese a Bartolo di potersi allacciare nel sonno e, per scaldarsi, infilò una gamba in mezzo alle sue. La mattina dopo gli diede un bacio sulla guancia e dichiarò che lui era tra i pochi uomini di cui ci si poteva fidare. Ma il sonno di Bartolo era stato visitato da imbarazzanti sogni e non insistette più per accompagnarla sopra i 1680 metri. Bartolo divenne triste e preoccupato. Finalmente un giorno Fernanda, l'adorabile Fernanda, s'innamorò affidabilmente di lui, anche proprio perché ammirava la sua meravigliosa passione per le montagne. Decisero di sposarsi e Bartolo pose come condizione che la luna di miele si sarebbe svolta al mare.
