25/03/2007
Dieci davvero


  DIECI DAVVERO di LUCIO DALLA Tu dieci davvero che passa il tempo? Che tutto si trasforma e ci trasforma fino a farci dimenticare, fino a spingerci e a buttarci dentro un ipotetico mare, dove i fili della memoria non hanno ami, dove dieci dita stringono pezzetti di storia, una piccola canna con pesce secco da buttare tra distrazioni, buchi neri, vuoti di bottiglie e di memoria, i nostri giorni hanno dieci ore e dieci ore sono un giorno. Io, come sempre distratto, mi guardo intorno, succhio il mio dito stupefatto, però non mi ricordo, non so com'eri, chi eri, dov'eri. Dieci paperi piumati e un Ezechiele lupo galleggiano con me su questo mare: è pericolosamente languido decidere di perdersi, lasciarsi galleggiare. Tu dieci davvero che passa il tempo? Dieci davvero che anche se non ti conosco ti potrò incontrare? Dieci davvero che ti ho perduto, che non c'è cura non c'è computer d'aspirina, né fosforo di pesce che ti Io ti aspetto fino alle dieci domattina sotto la "T" del Tabacchi a pochi metri dalla fermata del tram, davanti a un portone giallo. Mi riconoscerai perché sono invisibile ed ho un mazzetto di dieci viole in mano e avrò vicino un cane. Tu dieci davvero che passa il tempo, cara memoria, e ci si potrà incontrare.
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