
25/03/2007
Quando si dice un numero perfetto...
Dicono che sia il tre il numero perfetto. Sarà anche uno e trino, ma non sono d'accordo. Provate ad averci a che fare con una divisione: avanza sempre della roba. Invece il cardinale perfetto è il numero dieci. Lui sì, è qualcosa di compiuto. Il dieci chiama irresistibilmente il venti, il trenta, il cento e il mille. È fatto per essere moltiplicato a dismisura. È il numero dell'eternità .
Ed è tanto perfetto che noi lo adoperiamo di continuo nel linguaggio quotidiano. "Da uno a dieci, cosa ti piace di più?"
Oppure: "Te l'ho già detto dieci volte".
O anche: "Sarò lì tra dieci minuti".
Locuzioni che sappiamo benissimo essere approssimative, eppure le usiamo perché esse riassumono la perfezione del simbolico.
"Mi ricordo che dieci anni fa..."
Non è vero, erano otto, oppure dodici. Ma dicendo dieci sappiamo di essere capiti. È per questo che si celebrano i decennali: perché sono una figura temporale, facile da memorizzare. Già i latini, del resto dicevano decem per indicare un numero imprecisato. E non sarà un caso che lo scrivessero con la ics, perché quel X graffito nelle lapidi aveva (e ha) un sapore esoterico e definitivo, di suggello. E gli etimi del dieci? Decimare è peggio che ammazzare, è fare a pezzi. E lasciamo stare il Dicembre, che per i romani con la corazza era il decimo mese dell'anno. Ma i decemviri non erano forse i magistrati più potenti di Roma? E i Dieci Comandamenti? E i Dieci Piccoli Indiani della grande Agatha? Allora non meravigliamoci se questi ragazzi della "Smemo" si sono gasati per il loro decennale. Vogliamo fare un bilancio della suddetta attività ? Io gli darei un bel dieci.
