
25/03/2007
Il gioco è...
II gioco è il Governo Ombra Clandestino dei sentimenti e delle idee, delle pulsioni e dei conati inconfessabili e incompatibili con la realtà , lo per gioco leggo Tex Willer e i romanzi western di Luis L'Amour. C'è chi per gioco gioca a calcio e si arrabbia, chi gioca a scacchi e si concentra sublimandosi, c'è chi per gioco sogna una realtà fantastica (e se esagera diventa alienato, schizofrenico e forse anche onanista). Il gioco è una metafora, cioè una finzione convenzionale che si lascia riempire di significati che possono andare molto al di là del gioco stesso. C'è chi nel gioco vuole riconoscersi uguale e solidale a tanti altri (e allora magari è tifoso di calcio) e c'è chi nel gioco vuole sentirsi fine e diverso (e allora magari è tifoso di golf). Infantile o senile, fisico o psicologico, di concetto o brutale, competitivo o no, il gioco è un atteggiamento che si adatta a tutto, attraversa in senso tangenziale ogni aspetto della vita.
Il gioco è uno spazio marginale, futile, in opposizione dialettica al necessario e all'utile: è anche una zona franca dove si gode il privilegio dell'extra-territorialità del super-io, dove si possono fare e dire cose gratis ad alto valore psicosomatico, che magari un domani possono persine rivelarsi utili per l'universo serioso. Le sinergie socio-osmotiche tra serio e faceto sono svariate e complesse: a volte non si capisce il confine tra gioco e non-gioco. Basti pensare ai comici televisivi o ai creativi pubblicitari che, secondo il buonsenso comune, fanno i soldi giocando. C'è da dire poi che in questa fase post-ideologica e psico-critica (cioè di crisi di valori, ideologie e prospettive) molta gente si defila dalla realtà rifugiandosi nel gioco. C'è chi fa il gioco pesante e si buca, chi fa il gioco leggero e pratica regolarmente l'ironia.
C'è chi dal gioco chiede sensazioni forti e di vago sapore autolesionistico e va forte in auto o gioca d'azzardo.
C'è poi chi si è messo il cuore e la coscienza in pace teorizzando che il gioco è una cosa seria, così può giocare senza sensi di colpa. Appartengono a questa categoria i calciatori, i boy-scout oltre i 25 anni, i croupiers e gli Alternativi in generale.
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