
25/03/2007
Fra dieci anni, i flipper
Nel 1999 cinematografico, quello di John Carpenter, Jena Pirkins si agita per New York - città carcere, feccia dell'America - come una pallina da flipper: veloce e in costante squilibrio. Vuole colpire un bersaglio, ma non sa se si accenderà uno special, non sa quale.
Lenta, ipnotica e più disagiata ancora, l'astronave datata 2001 nel flipper lisergico di Stanley Kubrick: pallina che si perde nei meandri del Niente, senza che i già abbastanza inefficaci comandi della pulsantiera a disposizione del conduttore possano più, minimamente, governarla.
Un anno in più, un anno in meno: Kubrick e Carpenter sono arrivati prima di noi, e hanno occupato i posti più comodi. Resta libero l'anno di mezzo, che è quello topico e tocca a noi cercare di immaginarci un 2000 stretto fra le due, quale più quale meno cospicua, fantasie cinematografiche. Un anno 2000 a cui spetterà il compito di simboleggiare l'omonimo millennio a seguire. Come saranno i flipper, metaforici e no, del duemila (anno o millennio)? Come sarà il duemila - anno e millennio: inteso come flipper?
Non viene fatto di immaginarlo né come la New York dell'anno scorso, né come il cosmo dell'anno prossimo: siamo nel duemila, e lo troviamo pacioccone e tondo come la cifra che lo designa. Rotondo e paffuto, il duemila offre pochi spunti agli anagrammisti, che ogni anno si divertono ad anagrammare e trarre vaticini dal numero della data. Mica per rubare il mestiere all'ottimo Gianni Mura, ma le otto lettere di duemila consentono pochi anagrammi (a me ludi!, umil dea, dà i lume, me aduli). Pacioccone e nascostamente sordido, il duemila darà problemi ai burocrati, alle prese con ciò che chiamano, drammaticamente, modulistica. Qui tutto cambierà : le distinte bancarie, i bollettini postali, i moduli di iscrizione, le multe dei vigili, i timbri a data. Tutti i fogli parzialmente precompilati, gli stampati su cui attualmente posiamo le pigre biro di contribuenti, dichiaranti, autocertificanti, portano da qualche parte un 1 e un 9 a cui dobbiamo solo aggiungere, ad esempio, un 9 e uno 0: 1990. Ma adesso siamo nel duemila, e i moduli dell'anno scorso non varranno più l'anno prossimo. Prospettive occupazionali per le tipografie.
Sembrano stupidaggini, per ora: saranno vita vissuta.
Colui che, primo fra tutti, scriverà una lettera alla morosa, fidanzata o inquilino, e sarà la prima lettera d'amore o di sfratto del Novissimo Millennio, avrà il coraggio di datarla 1/1/'00?
Sfiderà il vuoto, dopo l'apostrofo?
Diremo anno zero? Sentiremo brividi?
Chi ci arriverà , attraverserà date iterative: 01/01/01; 02/02/02; ...fino a 12/12/12. Chi le noterà , si appunterà date palindromo, e magari cercherà di smettere di fumare proprio in quei giorni. Saranno tutte in febbraio, e la prima è questa: 10/02/2001.
Giocheremo con questi nuovi numeri della vita quotidiana, e con questi giochi vorremo riempire il vuoto lasciato da quel millennio numero 1 e quel secolo numero 9 a cui ci sentiremo, incredibilmente, un po' affezionati. Magari il discorso sarà diverso per Jonas, che avrà vent'anni proprio allora e giocherà coi suoi flipper come se nulla fosse; o per i Massimiliani e le Debore che verranno.
Ma per noi, azzerate tante cifre del datario, e forse troppe, non credo ci sarà molto altro da giocare. Faremo le nostre pinnacole, gli scoponi, gli anagrammi. Berremo fernet, useremo agende a quadretti cercando di conservare la memoria, non l'assurda nostalgia.
Come i francesi anziani che fanno tuttora i conti con i vecchi franchi, i sopravvissuti al Mille si riconosceranno da qualche timido segno. Del sogno di Kubrick, l'avvenirismo dell'altroieri, un biliardino tra i video-games, non saranno loro, a ridere.
