
25/03/2007
Ulisse, Enea e il Mediterraneo
Il Mediterraneo è la vasca di nuvole e nembi in cui Giove bagnava le mani
oggi è il bicchiere d'acqua di fosso in cui nuotano rane e formiche
i delfini muoiono nel grigiore di marmo dell'onda
i tonni offesi si perdono senza ritorno.
Anche Ulisse infame predatore di mondi e avido
assaltatore di città ha girovagato dentro quel mare
seminando zizzania perfino fra gli innuocui ciclopi
che si cibano di api e parlano ai fiori
tale era Ulisse probo e carogna, pirata di terra
nocchiero sul mare
sfamato durante il suo viaggio col profumo di giovani donne
ma ripartito sempre senza mai ringraziare.
Ulisse è dentro al cavallo di legno con i compagni che dormono
Ulisse ah! cavalleggero di legno con
le sue cinquanta poesie e le dieci parole
che non dice a Nessuno
ha la spada affilata. Neanche è seduto.
Ulisse è in un campo di fieno tagliato
con il sangue di Troia che vola a coprire le nubi
le guerre di Ulisse ridono e non hanno pietÃ
Ulisse corre sul mare errante saetta di sole
remo con remo vela con vela nuvola luna tempesta
arriva a isole perse nell'occhio azzurro di Diana
Itaca verde miele di cani è ancora lontana
Ulisse corre su un mare che ha nome Terraneo non sogna il ritorno
il mare dall'Africa a Tindari è rosso sgomento dell'Etna
Ulisse regala i compagni morti ai delfini
fra onde che trascinano nebbia.
Quanti giapponesi ha ucciso quanti russi quanti italiani
e tedeschi etruschi celti quanti spartani
quanti ebrei nel ghetto quanti zingari in fuga
questo eroe di pietra e di legno senza cedere al sonno?
Le isole sprofondano e le sirene cantano
aprono i pepli leggeri le figliole dei re
in Itaca lontana dorme Penelope e sognando ricorda.
Ferito a morte dalla nave di Ulisse nero uccello di morte
il Mediterraneo lacrima sangue si copre di canne cancella le orme
Ulisse corre si ferma riparte non arriva a stazione
la notte ferma la ruota all'orizzonte del mare.
Eppure
non l'odissea ma l'eneide non omero ma virgilio
non Ulisse con le tinozze di legno nel Mediterraneo infuriato
ma Enea gigante d'amara pietà che trascina la sete;
non l'eroe guerriero che uccide e a casa ritorna a straziare
ma l'affanno del guerriero paziente per sentieri sperduti
l'orrore di guerra nel viso e sulle spalle la barba bianca del padre
per dono la tomba dei vecchi al troiano che cerca riposo.
La nave d'Ulisse è in un giuoco d'inferno sul mare
tace scuro il suo cuore
ma dopo la pace quale futuro
per il Mediterraneo mar?
