
25/03/2007
Il mio posto preferito sul pianeta
Il mio posto preferitosul pianeta è giusto dall'altra parte, dove la Micronesia si sgranain isole-stato abitate con grande discrezione da poche migliaia di pescatorie poeti, dove la notte si mangiano tortillas di manioca intorno ai falòin riva al pacifico, dove persino le costellazioni in cielo sono disegnatediverse da qui. Il mio posto preferito sul pianeta, non dico sia dietrol'angolo comunque arrivarci è piùfacile che smettere di fumareo imparare il solfeggio: il grosso dello sbattimento è approdaread Auckland, Nuova Zelanda. Da lì puntate a nord verso le isole Figi,e quando vi sembra di essere quasi arrivati piegate a destra e proseguiteun altro po'. Se seguite correttamente le istruzioni non potete che arrivarein vista di un grazioso arcipelago di circa centocinquanta isole e isolette:Tonga, il mio posto preferito sul pianeta. A Tonga è estate per undicimesi all'anno, e in gennaio i tipici pappagalli pagaiatori tingono di verdee azzurro le piume della coda. A Tonga i fiori hanno colori che neanchele tavolozze di Vincent Van. A Tonga ho degli agganci di X-tra lusso. Seresta tra noi, posso anche dirvelo: sono amico di sua maestà Taufa'ahauTupou Quarto, l'ultimo monarca illuminato dei mari del sud. Certo, Taufa- come si fa chiamare da noialtri regaz habitués dei pomeriggi acorte - è spesso occupato con gli affari di stato, il bilancio ela rivalità col vicino arcipelago di Tuvalu, ma appena puòscende in veranda a intrattenere gli ospiti con ipnotiche esibizioni aldidjeridoo. Noialtri in bermuda e adidas gazelle ci allunghiamo tra le stuoiee i cuscini del giardino pensile, tranquilli sotto le foglie di palma cherivestono il pergolato, e il soffio di Taufa esce dalla bocca dello strumentocome un vibrante invito all'immobilismo e la meditazione toglie peso altempo che passa e ribalta le convinzioni. Sul giardino pensile di Taufasi può bere il liquore tongano di patate, fumare infiorescenze frescheo seguire in cielo le traiettorie ad arco dei jumpin'jacks, gli uccellisaltatori dal piumaggio prismatico. Sul giardino pensile di Taufa ci confidiamo,noialtri regaz arrivati dai forse quattro angoli del mondo; raccontiamodi quando credevamo ancora ai giornali e la televisione; ridiamo di chici spronava a rientrare nelle righe, diventare persone a modo. Sul giardinopensile di Taufa il didjeridoo manda fuori suoni antichi, e sembra chiedercisoltanto di non smettere mai. “Non credete a tutto quello che dicoâ€,dice Taufa quando è stanco di soffiare. “Qui a Tonga a voltelucidiamo la realtà â€. Noialtri regaz facciamo di sì conla testa, ché ormai conosciamo il carattere ospitale degli isolani.“Non pensiate che siamo dei bugiardiâ€, dice anche, “lo facciamosoltanto per regalare ai nostri amici racconti piùsplendentiâ€.Prima di pranzo, quando siamo un poco allentati dalla fame, noialtri ospitiin bermuda e adidas gazelle sguinzagliamo lo sguardo oltre il parapettodi assi incrociate, sulla tavola color cobalto dell'oceano, puntinato indistanza da altre isole in cui altri amici sono alle prese con altri aperitivi.Prima di pranzo, Taufa monta col cuoco all'acquario delle cucine, benedicei saporiti pesce-raviolo che tra mezz'ora ci sfameranno e ancora nuotanoignari. Prima di pranzo, Taufa schiocca forte le dita e il mastro tovagliolarodi corte gli annoda dietro la schiena il Bavagliolo del Monarca, un enormedrappo leopardato di macchie d'unto appartenuto a tutti i re della dinastia,padre e nonno e bisavoli di Taufa: secondo la leggenda che circola a Tonga,ogni macchia testimonia un pranzo regale passato in amicizia sul giardinopensile, e lavarla via significherebbe mancare di rispetto agli ospiti delpassato, cancellare il ricordo di risate e riflessioni che è megliorestino a galla con noi.
