25/03/2007
La Cina


Vi è mai capitatodi svegliarvi una mattina con una voglia irrefrenabile di visitare la Cina?No, vero? Preferireste visitare Leonardo Di Caprio o le Spice Girls? E'così? Be', anche se non condividiamo non ci sentiamo di biasimare.Ogni generazione ha i propri miti e siccome la Cina era uno dei nostri cerchiamodi spiegarvela in poche righe, in attesa che voi ci rendiate il favore aiutandocia capire gli universi, per noi ostici, del giovane annegato e delle cinquebamboline piccanti. Affare fatto? E allora partiamo. La prima tappa perogni turista che sbarca a Pechino (Beijing in cinese) è la piazzaTiananmen, o della Pace Celeste. Coi suoi 400.000 metri quadrati èla piùgrande del mondo. Per darvi un'idea, quando la Tiananmen siriempie, i concerti del Liga, a confronto, sembrano assemblee di condominio.Qui, il primo ottobre 1949 Mao annunciò la nascita di un nuovo mondo.Sempre qui, il 3 giugno 1989, Deng Xiaoping ne annunciò la mortecon lo sterminio di oltre 3.000 studenti che invocavano la “primaverademocraticaâ€. Lasciata questa piazza un po' macabra - sulla quale,tra l'altro, si affaccia il Mausoleo di Mao - è d'obbligo una visitaalla Città Proibita, con il sontuoso Palazzo Imperiale, quello incui Bernardo Bertolucci girò L'ultimo imperatore. Si tratta, semprea proposito di condomini, di 9.000 camere di cui un centinaio erano abitatedall'Imperatore, mentre le altre 8.900 dalle donne incaricate di dare lacera ai 9.000 pavimenti. Tuttavia, monumenti a parte, la maniera miglioreper vivere la Pechino di oggi è quella di immergersi nei suoi mercati.Non cercate di mimetizzarvi, sarebbe inutile. I cinesi hanno questa straordinariacapacità: gli basta un'occhiata per capire se siete uno di loro.Non chiedetegli come fanno, prendetene atto e mischiatevi alla folla peresempio nella Wangfujing. Qui sorge il palazzo del mitico Renmin Ribao,il Quotidiano del popolo, che tutta la nostra generazione ha avuto occasionedi leggere in passato senza, per la verità, capire granché.Da cui i casini che abbiamo combinato. Se a questo punto della gita vi venissefame è opportuno chiarire una cosa. Chi pensa di andare in Cina emangiare come al ristorante cinese sotto casa è assai lontano dallarealtà. Nessuno, d'altro canto, va a Tel Aviv a ordinare i carciofialla giudea. In Cina le specialità hanno nomi curiosi quali: gamberettia forma di loto, fenice nel suo nido, anatra laccata, pinne di pescecane,squame di serpente alla modo mio, zuppa di uova di seppia affogata. Insomma,la cinese è una cucina politica, l'avrete capito. Mao l'aveva capito.Davanti a lui c'era un miliardo di bocche spalancate: se le riempiva diagnolotti l'avrebbero divorato. Preferì dar loro prelibatezze comele guihuaxiang sha (interiora d'anatra farcite) e a nessuno venne in mentedi chiederne un'altra porzione. E' chiaro adesso perché i cinesisono tutti magri: non perché non abbiano appetito, è che selo fanno passare. Un animale invece che non finirà mai sulla tavoladi un cinese è il panda, simbolo della Cina. Ne esistono due versioni:panda minore o modello base e panda gigante o turbo diesel. Quest'ultimovive ormai in un piccolo numero di esemplari sui monti Yunwu nel Sichuanoccidentale. Pur essendo molto rari, alcuni esemplari si possono ammirarenegli zoo di Pechino e Nanchino. Appaiono sempre tristi anche se non hannoproblemi economici da quando li sponsorizza il Wwf. Vivono bene insommae la loro malinconia appare ingiustificata. Che cavolo, cosa dovrebbe direallora la capra selvatica del Qinghai che piùche calci in culo nons'è mai presa? Altro simbolo della Cina sono i bonsai. Letteralmentebonsai significa: “piccolo albero coltivato in un vasoâ€. I piùbelli si possono ammirare nei parchi di Shanghai e Suzhou. Sono piccolissimi,molto delicati, quasi poetici e hanno bisogno di cure continue. In Italiaè inutile tentare, non sopravvivono quasi mai. L'unico che ha attecchitobene è Paolo Rossi. A proposito di cognomi comuni, il 10% dei cinesisi chiama Li Cheng. Se pensate che, complessivamente, sono piùdiun miliardo, significa che in Cina ci sono 100 milioni di Li Cheng, quindiimmaginate che casino coi codici fiscali! Come se in Italia e Francia tuttisi chiamassero Paolo Rossi, comprese le donne. E chi andrebbe piùa teatro? Insomma con quei numeri hanno dei problemi pazzeschi, anche dilingua. A parte l'idioma nazionale, kuoyu, che si parla a Pechino e si insegnanelle scuole del paese, esistono in Cina un'altra cinquantina di lingueoriginali. Nelle regioni piùsperdute dell'interno occorrono finoa 5 interpreti per bere una tazza di tè. Tè, fra l'altro,che è molto buono, così come molto buona è la medicinacinese. Quando, nel 1949, il Partito comunista cinese assunse la guida dellaRepubblica popolare, la situazione sanitaria cinese era la piùdisastrosadel mondo. Tuttavia in pochi anni i “5 flagelliâ€, costituiti dallamalaria, dalla scistosomiasi, dal kolaazar, dalla filariosi e dalla anchilostomiasi,vennero completamente debellati. Si può dire che i cinesi si sianoallenati per secoli contro mongoli, giapponesi, inglesi e francesi in attesadel grande scontro contro mosche, zanzare, topi, pulci e pidocchi. Lo sterminioavvenne in parte a colpi di karate, nei casi piùcomplessi graziealla medicina. I famosi, per noi, “medici scalzi†si esercitavanonelle comuni agricole e curavano di tutto: ascessi, appendiciti, rabbiae cimurro. Uomini o animali non facevano differenza. Arrivavano con la bicicol sidecar, schizzavano a terra, facevano nascere un puledro e poi subitoin sella verso una lobotomia in una comune vicina. I “medici scalziâ€non lo sapevano ma erano i progenitori del veterinario dell'Amaro Montenegro.Anche se adesso le bici col sidecar non si vedono piùle strade cinesirestano generalmente malmesse e spesso intasate. Quindi ricordate che perspostarvi vi converrà usare il treno o l'aereo, o un naviglio lungoi 1.600 chilometri del Canale dell'Imperatore. Per carità diffidatedelle gite in pullman, a meno che naturalmente non vi si offra l'occasionedi limonare in ultima fila con Leonardo Di Caprio o le Spice Girls. Se nonè così, diffidate delle gite in pullman che sono un vero suppliziosoprattutto quando superano le 4 ore. Ricordate che lo stesso Mao, in unodei suoi pensieri piùcelebri, sosteneva: “Le gite in pullmansono come le scopate: se sono troppo lunghe, meglio farne dueâ€.
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