25/03/2007
Scusi... Bastardo?


Eccolo qua un paesedove bisogna assolutamente andare. Andarci come testimonianza di solidarietà,ma soprattutto per ricordarsi che c'è sempre la possibilitàdi un riscatto. Anche per chi è stato schiacciato non dalla storia,dal mancato sviluppo, dall'isolamento in provincia, dall'essere terra diconfino o di villaggi vacanza. Qui stiamo parlando di un paese che deveportare il peso di un nome, il suo. E ci sono nomi che possono schiacciarecome le montagne. Il nostro paese ha nome Bastardo. Fa 1.800 abitanti, comunedi Giano dell'Umbria, provincia di Perugia, regione Umbria come i piùsvelti avranno già intuito. Per arrivarci, venendo dall'autostradadel Sole uscite al casello Val di Chianti se venite da nord, a Orte se veniteda sud. Poi chiedete informazioni. È anche l'occasione per sperimentaredirettamente sulla propria pelle il peso dei nomi. Domandate al casellante:"Scusi, che strada prendo per arrivare al paese che si chiama Bastardo?"Fatelo articolando bene le parole, perché la risposta puòessere molto diversa se con eccessiva disinvoltura abbassate il finestrinoe buttate lì un semplice "Scusi Bastardo?".
Superato questo mettetevi nei panni dei tifosi della squadra di calcio quandodevono affrontare una trasferta difficile. Che striscione immaginate possafar sventolare la simpatica tifoseria avversaria? "Welcome Bastards"?Oppure pensate al solito, trito rituale di frasi fatte che bisogna mandargiù sotto il militare, quando si fa conoscenza tra compagni di cameratae ci si chiede: "Tu di dove sei?"
Però a Bastardo non manca niente. C'è la Banca Popolare (SportelloBastardo), la Cassa di Risparmio, l'Istituto Professionale per il Commercio,la Zona industriale e la Zona Artigianale, la via dell'Agricoltura e lavia dell'Arte. Bastardo ha la sua bella piazza del Mercato, due alberghie il ristorante Paradiso, specialità strangozzi ai funghi di boscoe filetto tartufato in crosta. Non manca niente per un gesto alla grande,una sferzata d'orgoglio visibile già dal cartello stradale all'ingressodel paese: "Bastardo capitale nazionale del Melting Pot". In unasocietà che va inesorabilmente verso la mescolanza di culture, razze,DNA e cucine, Bastardo più che un nome è una garanzia.
Forse non è il caso di cominciare con "Bastardo Vendemoda",gli stilisti milanesi sono permalosetti e già ce l'hanno con Firenzeche gli avrebbe soffiato il prestigio e le sfilate. Ma Dolce & Gabbana,a una manifestazione così, potrebbero mancare? Di sicuro farebbefaville "Bastardo cane", grande mostra canina nazionale che sene frega di razze e pedigree. E se Luigi Veronelli e Gualtiero Marchesi,grandi della cucina italiana, calassero qui per lanciare la Bastard cuisine,scuola di contaminazioni gastronomiche? Un menu con pizzoccheri valtellinesiserviti con fave e fichi a fare da entrée al piatto forte: cassata,polenta e osei. Per finire un caffè alla valdostana con la mentae poi la serata prosegue con Bastardo rock, rassegna planetaria delle contaminazionimusicali. Più raffinato del Festival dei due Mondi di Spoleto, piùtruzzo del Festival di Sanremo: in una notte d'estate, sulle dolci collinedell'Umbria, i Tenores di Bitti cantano in pugliese con Ligabue. Voi velo perdereste?
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