
25/03/2007
Si chiama Piniglia
C'è, esiste,lo giuro. Quando ti mandano a quel paese, non ti incazzare e vacci, potrebbeessere una gita quasi divertente. Si chiama Piniglia, un paesino a cavallotra le Cinque Terre e l'entroterra spezzino, classico paesino dalle piccolecase in pietra e grandi cagacazzi in carne e ossa. L'orrendo posto dove,per un'assurda lotteria genetica, sono nati tutti i tuoi nonni, i tuoi genitorie, per un avverso destino, dovevi passarci le vacanze. Quando ti dicevano:“Se sei bravo a scuola, ti portiamo a Piniglia”, era inutile lottare,inutile rapire il bidello per rubargli un rene, dar fuoco alla scuola estuprare le maestre di sostegno. Era inevitabile. Piniglia ti aspettava.Strano paese dall'architettura bizzarra, dove nei giardini delle case, permettere in mostra l'opulenza di una famiglia, si fa sfoggio di una quantitàindustriale di Biancaneve e nanetti di gesso; pensate che nel prato dellavilletta del rag. Colonna, ci sono ben quarantadue nanetti, tre ubriaconicol fiasco in mano e un pozzo finto in vetroresina. Si racconta che a causadella strada, che per arrivare a Piniglia è in salita e piena dicurve, durante una processione la statua della Madonnina che lacrimava sangueabbia smesso di piangere e abbia iniziato a vomitare. Piniglia èil centro del mondo, infatti al centro della sua piazza c'è un barchiamato bar dei “Taleban” per il semplice fatto che nessuna donnac'è mai entrata, al centro del bar c'è il biliardo e in mezzoal biliardo, proprio sotto al birillo rosso, una leggenda racconta che cisia il famoso “buco del culo del mondo”. Anche il senso esteticoè stravolto, infatti gli abitanti sono talmente brutti, che l'unicaragazza carina è stata buttata in una grotta, perché si credevanon fosse normale. Non manca anche qui lo scemo del villaggio, che a Pinigliaè scemo ma così scemo che pensa che un comico di sinistrarimanga di sinistra anche quando diventa ricco e famoso. Pensate un po'che razza di posto è Piniglia. L'unica cosa buona è che quandoadesso ti manderanno a quel paese potrai rispondere: “No grazie, loconosco già, l'ho letto su Smemoranda”.
