
La p.v. partirebbe invece da situazioni umanissime, tipo casalinga con l'esaurimento, figura paterna latitante, figli succhiasoldi, condominio semicentrale con vista su un parcheggio. E sussurrerebbe all'orecchio del target: alle tre del pomeriggio ti viene una fame nervosa irresistibile anche se ti sei abbuffata a mezzogiorno? di notte ti svegli angosciata perché il tuo matrimonio è una galera, la tua vita un fallimento e i tuoi figli degli estranei che ti trattano come una serva? Guarda che il gas puzza e i coltelli fanno male, da' retta a noi: scegli una morte dolce, datti ai carboidrati!
E che dire di Internet e i cellulari, la new economy? multirazziale e multiculturale, androgina e poligamica come Benetton, ma rigorosamente monolinguistica (english, please). Non ne avete abbastanza anche voi di quelle voci suadenti che vi invitano, in inglese, a essere liberi, spaziare, superare i confini del vostro mondo ecc...? Ma cosa vogliamo superare, in questo globo sovraffollato dove la taiga siberiana è ormai piùinquinata della periferia di Milano? Non sarebbe meglio essere franchi e dire: ehi, visto che con tua moglie/marito comunichi a monosillabi e i figli ti snobbano, mettiti almeno a chattare con gli sconosciuti, e quando ti senti veramente solo comprati due cellulari e chiamati! Mandati dei messaggi! Delle mail affettuose e carine! Insomma comunica! Vorrai mica portarti nella tomba lo stipendio! Spendilo! Tu, donna: la sera, dopo aver fatto i tuoi tre o quattro lavori (impiegata, colf, infermiera, ripetizioni al bambino svogliato) hai troppo male ai piedi per uscire, inoltre ormai i negozi sono chiusi? Fai una botta di vita, fai shopping in Internet, clicca clicca clicca! Paghi di più, la roba ti arriva dopo e magari è anche scaduta, ma vuoi mettere il ritorno di immagine quando dici: Ho fatto la spesa in Internet?
Insomma, un nuovo, partecipe e commosso sguardo sull'umanità comune, come il neorealismo del dopoguerra. Potremmo definirlo il post-consumismo dell'epoca in cui si è ormai capito che le guerre non finiscono mai.
E a proposito di cinema, un altro modesto desiderio: la creazione di sale separate per cinefili e telefili. Nelle prime, sicuramente molto piùpiccole, verrebbe relegata quella striminzita audience che ama vedere un film in rigoroso silenzio. Si eviterebbe così che i cinefili, specie in via di estinzione, infastidiscano i telefili facendo ‘ssh!' mentre questi ultimi commentano i film ad altissima voce, telefonano, mangiano e fanno tutte quelle altre cose che fanno anche di solito a casa loro, davanti alla tv.
E il cinema interattivo? Per esempio un serial killer o un assassino di massa che esce dallo schermo e si scatena nella sala piena di commentatori indefessi e mangiatori di pop corn? Pensiero stupendo... Ma ci arriveremo, vedrete.


