25/03/2007
That's life


Di sicuro ora so più lucidamente cos’è “l’odioâ€. L’ho capito nel momento in cui i miei soci Giovanni e Giacomo mi hanno detto:
“Guarda che l’articolo di Smemoranda quest’anno lo devi fare tu!â€.
“Ma come?†ho detto io, “è una cosa di cui non mi sono mai occupatoâ€.
“Appunto!!!†replicano i cornuti.
Ecco se vi dovessi descrivere i sintomi dell’odio come un paziente molto malato farebbe col proprio medico, presto fatto: calore nella parte occipitale (non so bene dove si trovi!) e forte arrossamento a entrambi i bulbi oculari, che danno una percezione ottica che deforma la linea della bocca a chiunque entra nel tuo campo visivo dandogli quella inequivocabile appartenenza (sorriso di sfida) alle facce da culo.
Li vorresti mettere a tacere (ma nessuno sta parlando!) con una bella frase di quelle intelligenti e appropriate, di grande acume, che lasciano le facce da culo a bocca aperta… ma lascio perdere, va’! In quanto alla parola “amore†sono andato a cercare nel mio dizionario personale, fatto a mano dai miei antenati nel corso di centinaia di anni, e ne ho dedotto che se la parola esiste dovrebbe stare tra Amonite e Amorfo, ma purtroppo o per fortuna non lo sapremo mai…

Comunque l’articolo è questo…

Avete mai provato a guardare il cielo in una notte di plenilunio? Affascinati da una persona che ti fa vedere il cielo con occhi nuovi e ti fa sentire partecipe di quel disegno e pensi “miiii come sono partecipe a ‘sto disegnoâ€.
Poi tutto a un tratto vuoi esaudire una curiosità, che per anni era rimasta lì, e domandi:
“Scusa Frederick (perché così si chiamava e penso si chiami ancora), sai mi sono sempre domandato dov’era il Grande Carroâ€.
Lui mi guarda e mi dice:
â€Davvero non lo sai?â€
“No, perché in questi anni non ho avuto tanto tempoâ€.
Allora lui indica cinque stelle. Sperando di non aver capito bene gli domando:
â€Sei sicuro che quello è il Grande Carro?â€
E lui: “Sìâ€
Tutta la vita a domandarmi qual è il Grande Carro e poi scopro che è quella minchiata. Mandai a fanculo Frederick ripetendo mentre mi allontanavo: “Quella grossa minchiata è il Grande Carro e l’Orsa Maggiore che sarà mai, un pentagono scaleno?â€. Orgoglioso di me stesso per non aver perso tempo con le stelle nella mia vita, cercai di recuperare quel po’ di vita buttata a farmi venire la cervicale sedendomi davanti alla macchinetta del Poker.
That’s life.

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