
25/03/2007
Il mio mondo
Il mio nome è Leonardo Antinio... Antinio perché quando nacqui
l'impiegato dell'ufficio anagrafe capì male, invece di Antonio
scrisse Antinio, che mi restò poi per sempre. Abitavo insieme a mio padre
Lucino, in realtà Luciano, a mia madre Federacca, a mio fratello Curlo,
in realtà Carlo, tutti con lo stesso problema. Invece al piano di sopra
abitava il signor Mario, l'impiegato sordomuto dell'ufficio anagrafe.
Mia madre passava tutto il giorno sui fornelli, poi di sera li accendeva e cominciava
a cucinare: preparava tutto dall'inizio alla fine, faceva la maionese
fatta in casa, la salsa verde fatta in casa, la salsa tonnata fatta in casa,
andando personalmente a pescare il tonno. Riusciva anche a pescare il tonno
insuperabile: usava l'autovelox. Quando preparava il minestrone lo faceva
bollire per ore, giorni, settimane intere, finché il vapore del minestrone
invadeva tutta la casa, si depositava sui vetri dove come per magia formava
la scritta: "Sono cotto! Mangiami! Pietà!" Quando mia madre
andava in vacanza l'azienda del gas aveva un deficit di bilancio.
Mio padre era un uomo virtuoso, quando andava in chiesa era il prete che gli
confessava i suoi peccati. Mio padre non fumava e non beveva, per anni e anni
a casa nostra ha vissuto una bottiglia di whisky che non è mai stata
aperta. Alla fine quel whisky non era più invecchiato, era stanco di
vivere.
Io ero un bambino timido, così timido che quando a scuola il maestro
faceva l'appello per timidezza non riuscivo nemmeno a dire: "Presente".
Preferivo dire: "Non assente". Poi il maestro ci faceva dire le
preghiere, ci faceva prendere le pastiglie di fluoro per i denti, credo di aver
passato un intero anno a ingurgitare pastiglie di fluoro. Ero diventato fluorescente.
Poi di notte avevo gli incubi, sognavo di avere trecentoventi denti, ma tutti
cariati. Praticamente denti da latte macchiato.
Poi il maestro ci insegnava tutte le materie, aveva anche il potere di infliggerci
punizioni corporali, e i nostri genitori dicevano sempre: "Ha fatto bene!",
anche se non sapevano il perché. Però quando il nostro maestro
ci picchiava, sotto c'era sempre un motivo: di solito la colonna sonora
di Rocky, poi il maestro gridava: "Adriana! Adriana!", e Adriana,
la bidella, veniva a medicarci.
Invece i miei genitori non hanno mai alzato le mani su di me, tranne una notte
in cui non riuscivo a dormire, mio padre disse a mia madre: "O gli diamo
dei sonniferi, o lo riempio di botte!"; mia madre disse: "No, i
sonniferi no, che gli fanno male..." Mia madre aveva una logica ferrea.
Nella mia vita di bambino avevo solo due desideri: il primo era che a scuola
arrivassero i pidocchi, perché quando arrivavano i pidocchi la scuola
veniva chiusa. Scuola chiusa per pidocchi. L'italiano, la matematica,
la storia, la geografia, Garibaldi e i mille, tutti si arrendevano di fronte
ai pidocchi. Non importa se poi, per eliminare quei pidocchi dalla mia testa,
ero costretto a sopportare pettinini fitti e invadenti che mia madre faceva
penetrare per almeno un centimetro all'interno del cuoio capelluto, disinfettando
poi il tutto con napalm e DDT. Le mamme di una volta per l'igiene del
figlio avrebbero sacrificato il figlio stesso...
L'altro desiderio era che arrivasse il Natale. Mi piacevano le statuette
del presepe, soprattutto quelle dei pastori, perché tutti i pastori andavano
verso la grotta, ma ognuno continuando a mantenere le proprie occupazioni: mungere
la mucca, tosare la capra, mietere il grano... era come se dicessero: "Sarà
anche nato il Salvatore, ma prima di mollare tutto e seguirlo, vediamo almeno
il suo programma!"
Il Natale mi piaceva perché era un bel periodo di serenità, io
invece ero un bambino irrequieto, e allora, come ora, mi sarebbe piaciuto cambiare
il mondo, perciò adesso, quando arriva Natale, non scrivo più
la lettera a Gesù Bambino, però mi vesto da Babbo Natale, fermo
la gente e grido a tutti il mondo che vorrei. Qualcuno mi ascolta, qualcuno
dice: "Mah...", poi va a casa.
Un mondo dove a fine anno il direttore della tua banca faccia a tutti lo stesso
regalo, senza discriminazioni: l'anno scorso ad alcuni clienti ha dato
l'agenda con la copertina in pelle, a me ha dato un quaderno, una biro
e mi ha detto: "Arrangiati!"
Un mondo dove se una persona compra un disco delle Lollipop compresa nel prezzo
ci sia anche una visita neurologica con la tac...
Un mondo dove se vai in salumeria e chiedi un etto di prosciutto il salumiere
ti dà un etto di prosciutto, non te ne dà tre e poi dice: "Ho
messo un po' di più, posso lasciare?"
Un mondo dove quello che si paga all'assicurazione non si chiami "premio",
perché tutte le volte che l'ho pagato non mi hanno mai dato nessun
premio... dovrebbe chiamarsi "gastrite", perché ogni
volta che vedo quanto è aumentato ho un attacco di gastrite...
Un mondo dove prima o poi, nel 2026, finiscano i lavori sull'autostrada
del sole fra Modena Nord e Modena Sud...
Un mondo dove se un promotore finanziario ti propone un investimento che renda
più del tre per cento mentre te lo dice abbia sul petto una spilla con
scritto: "Ti sto prendendo per il culo!"
Un mondo dove ci sia libertà e giustizia, e se non ci può essere
libertà, che almeno ci sia giustizia; se non ci può essere nemmeno
giustizia che almeno ci sia una donna con cui stare sotto le coperte per ore
e ore e fare l'amore per... minuti. Perché anche il sesso nella
vita ha la sua importanza. O no?
