
25/03/2007
L'arancia verde azzurra
"La scienza è il territorio dei miei giorni, la fantascienza è
il paesaggio dei miei sogni".
Freeman Dyson, fisico, Princeton University.
Prima, era facile: di vivibile c'era soltanto questo mondo qui. Adesso,
c'è l'imbarazzo della scelta. Su Marte si sono trovate tante
di quelle tracce d'acqua che converrà andarci col canotto. Sempre
che fra missioni europee e americane, nella Vallis Marineris non si verifichino
ingorghi da raccordo anulare. Acqua, ce n'è anche sulla Luna ma
tra poco sarà inquinata. Una ditta californiana, la TransOrbital, ha
ottenuto dal governo statunitense - proprietario del terreno, si presume
- l'autorizzazione di usarla come discarica. Volete liberarvi della
vostra vecchia Barbie o delle ceneri del trisnonno? Vi basta mandare ventimila
dollari, al grammo, e il pacchetto alla ditta che ci pensa lei a sistemarlo
a bordo del razzo Trailblazer che ci pensa lui a sganciarlo nel Mare della Tranquillità .
Meno male che aveva ragione Giordano Bruno, di mondi ce ne sono altri. Fuori
dal nostro sistema solare, negli ultimi sette anni si sono trovati un centinaio
di pianeti. A prima vista sono poco ospitali, giganti gassosi lontani dall'orbita
giusta detta in astronomese "habitable zone" perché persino
gli astronomi sono antropocentrici. Non è il caso: nella solfatara Pisciatella
di Pozzuoli, abbiamo conosciuto un batterio, noto fino a pochi anni fa come
Caldariella acidofila anche se per esigenza di nomenclatura internazionale adesso
lo chiamano Sulfolobus solfataricus, che troverebbe abitabili le nubi di Venere.
Secondo noi, colonizzerebbe volentieri l'atmosfera del pianeta che gira
attorno a 47 Ursae Majoris. Anzi, adesso che ce lo fate venire in mente, forse
l'ha già colonizzata. Bisognerà controllare. Che sia arrivato
a Napoli dalla stella 47 dell'Orsa Maggiore, saltabeccando dalla scia
di una cometa all'altra fino a raggiungerne una nel mare di Oort, proprio
ai confini del nostro sistema? O che sia stato il primo topo ad aver abbandonato
la nostra nave facendo il percorso inverso? Da come si mettono le cose qua,
propendiamo per la seconda ipotesi.
Tornando a bomba - "a bomba"? strana lingua, l'italiano.
No, grazie - per tornare al tema, se ancora non si era trovata un'altra
arancia blu avvolta da gas biofili con sotto oceani di H2O mossi da una dolce
brezza, era solo per un effetto ottico. Anche con i telescopi di oggi, un ciccione
brillante come Giove salta all'occhio più di una nanerottola opaca
come la Terra.
Meno male che oltre a Giordano Bruno, hanno ragione anche Serge Tabachnik e
Kristen Menou, guarda caso entrambi della Princeton University come Freeman
Dyson. Di pianeti abitabili, hanno scritto sull'Astrophysical Journal
all'inizio del 2003, è piena la galassia. Degli 85 sistemi solari
di cui finora si sa che hanno parecchi pianeti, un quarto ha la configurazione
giusta perché una Terra-bis non stia né troppo vicina alla sua
stella, a farsi friggere, né troppo distante, a congelarsi. E perché
sia collocata su un'orbita stabile e non troppo ellittica, così
da non friggere e congelare alternativamente ogni trenta o quarantamila anni,
mettiamo. Sono già state identificate due o tre candidate plausibili
e, dalle parti di Tau Bootis, una bellissima, un'arancia verde azzurra
che ci ha rubato il cuor.
Lasciamo l'indirizzo in redazione, per i lettori che volessero emigrare
anche loro. Azionisti della TransOrbital astenersi.
