
25/03/2007
La donna in quanto donna
Ragazzi, lo sapete, no, chi è Francesco Alberoni? Come no, state scherzando!
L'ineguagliabile maestro del pensiero contemporaneo. D'altronde
si sa, la rosa degli intellettuali oggi in Italia è quella: Francesco
Alberoni, Gigi Marzullo e il Mago Otelma, modestamente parlando.
Franceso Alberoni scrive da decenni libri di grande successo sui temi dell'amore
tra uomo e donna, donna e uomo, uomo donna e carro-attrezzi... e chi più
ne ha più ne metta. E tutti i lunedì l'Alberoni scrive,
sempre da decenni, la sua preziosa rubrichetta, pubblicata sulla prima pagina
di un importante quotidiano italiano (non voglio dire il nome del quotidiano...
un corriere-della-sera-che-però-esce-la-mattina...) con riflessioni
del tipo: "La donna ama l'uomo e l'uomo ama la donna. La donna
in quanto donna è più donna dell'uomo. L'uomo, in
compenso, è cacciatore... La donna e l'uomo, insieme fanno
una coppia. Da soli no". Ora, io l'ho fatta un po' complicata,
me ne rendo conto, ma è lui, l'Alberoni, il maestro nel rendere
semplici i concetti più complessi, come questi da me testé espressi.
Con le sue geniali intuizioni Francesco Alberoni è diventato in questi
anni quello che è diventato, un intellettuale seguito e apprezzato da
tutti, in Italia e... basta, spero. Che almeno ci sacrifichiamo noi italiani,
ma risparmiamo il resto del mondo, poveretti! Che ci hanno fatto di male?
Ebbene, per gentile concessione del suddetto corriere-della-sera-che-però-esce-la-mattina,
al quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, siamo in grado di
anticiparvi il testo della rubrica del prossimo lunedì di Francesco Alberoni.
Sicuri di fare cosa gradita, lo riportiamo integralmente qui di seguito, in
anteprima mondiale, augurandovi una buona lettura.
Nevrosi degli elefanti e crisi della coppia
Vediamo di analizzare oggi quei meccanismi che generano tensioni e incomprensioni
nella coppia, portando inevitabilmente a una profonda e irrecuperabile crisi,
ben oltre quelli che nelle mie opere ho definito i "punti di non ritorno",
detti anche "momenti cazzuti".
Nel 1932 il ricercatore lituano Andrej Pilkov riuscì a indurre una grave
forma di nevrosi su una coppia di giovani elefanti.
Il Pilkov mostrava del cibo al maschio e quindi dava una scoppola in testa alla
femmina. Il giorno dopo mostrava del cibo alla femmina e quindi dava una scoppola
in testa al maschio, e così via, giorno dopo giorno.
Dopo sette anni di scoppole sulla testa nei due animali iniziarono a manifestarsi
i primi sintomi di insofferenza, anche perché il Nostro, dopo aver dato
la botta in testa ora al maschio ora alla femmina, divorava in un sol boccone
il cibo destinato ai due elefanti per lasciarsi poi andare ai più osceni
gesti di scherno.
All'ottavo anno di digiuno e scoppole sulla zucca, le due povere bestiole,
con un lungo, terribile barrito lanciato all'unisono, saltano a piè
pari sull'illustre scienziato e ne fanno polpetta.
Da questo singolare evento si deduce che:
a) è meglio fare esperimenti sui topi;
b) è comunque meglio evitare di fare esperimenti sugli elefanti;
c) non avendo altro che elefanti a portata di mano, meglio non fare esperimenti.
