
25/03/2007
Prendi il tuo tempo
Tornava, dopo sette anni tornava, con i segni del tempo e il veleno nelle ginocchia,
tornava anche se non avrebbe mai creduto di farlo e per paura di rovinare il
ricordo nitido e perfetto di quella gente di quel luogo di quella gioia e della
loro bellezza.
Il bus non rallentò neppure alla sua fermata, il guidatore era troppo
impegnato nella sua gara con il collega della linea rossa, le tendine volavano
come bandiere allo scirocco, la gente era stordita dal caldo, il sudore era
tutt'uno con la tappezzeria, il cervello si scioglieva nella luce. Lui
riconobbe da lontano, dalla stradona che andava a nord, il villaggio sulle dune
sul mare, le capanne, le palme, la piccola capitale dell'allegria della
gioia della bellezza. Lo fecero scendere nel nulla e lui chiese un passaggio,
il tipo era ancora ubriaco dalla sera prima, esaltava le sue venti birre gelate
che se aspetti troppo diventano tè gassato ed era innamorato della bottiglia
di cachaça di cui aveva ancora l'odore addosso; era stato suonatore
e quindi uomo di mondo e quindi certe abitudini non si perdono, anche se la
moglie quando torni ubriaco all'alba ti spacca la schiena e le orecchie
con tutte le sue ragioni.
Tornava dopo sette anni e quando arrivò sulle dune non riconobbe più
niente, aveva perso l'ordine disordinato delle capanne che si affacciavano
sul mare, dov'era la sua, quella di Swely con Fabio e quella di Luis il
pittore dell'inutile e poi Vera, lei c'è ancora e lo riconosce
subito; si è sposata con un "gringo" belga, no, non Jean-Luc
quello è sempre più matto e la sua casa ora la visitano i ladri
ogni volta che qualche "gringo" ci va in vacanza. Ma la piccola
capitale della bellezza e della gioia? c'è ancora lascia che passi
questo calore e questo umido, aspetta la luna piena e torna tutto, tutto torna...
Tu intanto prendi il tuo tempo e domani riposa e ritrova tutti i sogni che ti
sei preso in questi sette anni, questi sette anni, questi setti anni, questi
sette nani, queste sette mani, queste settimane... allora è il mondo
che è cambiato troppo o sei tu che non ti riconosci a forza di cambiare
pelle?
