
25/03/2007
Cara smemo, ti presento Rollie!
Cara Smemo, dei maschi della classe doveva tacchinarmi proprio il più zero
di tutti. Un certo Bertarolli, si fa chiamare Rollie e se la tira con il latino.
Ti rendi conto? "Ave, puella", mi dice. Pazzesco. Ha gli occhi
a palla, cammina a balzelloni, come se avesse le molle sotto i piedi. Legge
libri in francese durante l'intervallo e fa delle risatine da iena. D'ora
in poi, sappilo, per me uno sfigato, lecchino, brufoloso e secchia totale sarà un
rollie. Bertarolli è l'essere più rollie io abbia mai visto. È il
prototipo dei rollies. Temo di essere il tipo di donna che attira parecchio
i rollies. Perché, o destino?
Cara Smemo, Rollie mi ha regalato un libro di Catullo con dentro una stella
alpina secca. Ha detto che quella stella alpina è una delle cose più care
che ha. Pelosa e spiattellata. "Posso chiamarti Edelweiss?", mi
ha chiesto. Cristo. Era super-rollie, in quel momento, con le orecchie viola.
Una cosa francamente da vomitare.
Smemo adorata! Ansia totale!!! Adalberto De Bernardis ha detto se ci vediamo
un attimo al secondo intervallo perché mi deve parlare. Paranoia!!!
Mancano due ore e dodici minuti. De Bernardis, resti fra noi, è KARINISSIMO!!!
Adesso mi sono girata e l'ho guardato, lui sta due file dietro, nel banco
con Rollie. Mi ha fatto col dito indice quel segno tipo un rimestamento ma
in orizzontale, che vuol dire "ci vediamo dopo". Rollie ne ha approfittato
per sorridermi, con quegli incisivi apparecchiuti da coniglio. Conato.
Smemo: la Fistarelli Gnocchi l'aveva detto: secondo me tu piaci a De
Bernardis. Fista, sei veramente enorme. Fa-che-sia-vero, fa-che-sia-vero. Meno
un'ora e ventitrè. Mi sto riempiendo di eczema bolloso psicosomatico.
Ora di mezzogiorno sarò fucsia uniforme. La prof se n'è accorta: "Santo
cielo, cara! Mi auguro non sia rosolia!" Tutti a ridere. Mi sono sentita
parecchio rollie. Ognuno di noi ha una sua parte rollie. Tranne De Bernardis,
ovvio. ANSIA!
Dolce Smemo: appuntamento al pianerottolo del secondo piano. Lo so che mi ama.
Lo sento. Ho un gatto selvatico nello stomaco. Il mio stomaco non si sbaglia
mai. Non mi sentissi così, se non mi amasse. Cioè, non mi sentirei
così se non mi amerebbe. Non può essere soltanto un'avventura.
Smemo! TRAGEDIA! Mi ha parlato. Aspetta. Dammi il tempo di riprendermi. Mai
sentita più rollie di così.
Cara Smemo, ecco la dichiarazione di De Bernardis. Cronaca fedele. Ore 12.04,
anche in ritardo: "Volevo dirti, cioè, credo che tu ti sia accorta,
tipo. Dico nel senso che dovresti avere già capito". "... ma
coosa?" (12.06. Parla cazzarola, abbiamo 4 minuti scarsi). "Di
coso". "Coso chi?" "Coso Berta" " Berta ...?" " Rollie ". "Ah.
Coso Rollie "(12.08. Ti prego, dimmi che non è vero). "Sta
da canissimi. Si fosse innamorasse... Si sarebbe innamoresti. Di te". "Di
me". "Eh". "Ah" (12.09. Ora svengo. Mi sento
male. Isteria). Suona la campanella. Si gira mentre torna su, tre gradini per
volta: "Be', fammi sapere, ochei? Dimmi cosa devo dirgli".
Ma no, Smemo, ma no! Sciocchina! Non capisci? Non hai visto com'era nel
pallone? Non fermarti alle apparenze. È lui che ti ama, altro che Rollie!
Si capiva dagli occhi. E che occhi. È che l'ha presa alla larga.
Ha voluto tastare il terreno. Mi ama, mi ama. Non raccontiamoci palle.
Oh, Smemo... Mi giro. Lui sorride. Mi rifa' il dito che rimesta.
Tesoro. Non ha avuto il coraggio, ecco tutto. Rollie è bianco come un
morto. Continua a deglutire, quel coso della gola che va su e giù. De
Bernardis mi ama, la Fistarelli Gnocchi aveva visto giusto. Io lo amo. Noi
ci ameremo.
Cara Smemo, ore 14. Sono tutta così. Non riesco neanche a fare lo zaino.
Ma il mio Adalbert dove va? Ah, con la Cinzia Alinovis. Per mano. Per mano?!?
Con la Ali? Un'altra messa in scena. Cucciolo. Quanto ti amo. Presto
non dovrai più fingere. Dio, come deve amarmi. E adesso cosa fa? La
bacia?!? No. Non posso più vederlo soffrire così.
