
25/03/2007
Dove corri, Vincenzo Voyager?
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"Non so se ti amo, Vincenzo, non lo so". Ecco cosa ti sta dicendo Fanny,
amico mio. Le sfiori i capelli tradendo agitazione e lei continua: "Io con
te sto bene, ma...".
Hai già sentito tanto, Vincenzo, troppo per il tuo cuore diciottenne affollato
di misteri strani e intensi che ti salgono in gola: lei ti sta facendo male!
Così le volti anzi vai via talmente veloce che le hai già voltato
o addirittura le voltasti le spalle, e lei rimane lì in un punto biondo
del tempo a interrogare i suoi desideri. Vedi, io ti capisco: devi costruirti
una corazza di distanza e silenzio per schivare altri colpi. Ma quanto corri,
Vincenzo, quanto! Proprio come l'inarrestabile sonda Voyager fuggi dall'umanità,
superi Plutone e schizzi verso le stelle a cinquantamila chilometri orari, ultimo
testimone di te stesso e dei tuoi travagli d'amore. Sei così avvolto attorno
al nocciolo ferito del tuo cuore da scambiarlo per il mondo. Ciò che ti
circonda perde importanza, delle case e della strada restano soltanto linee,
contorni sommari, parole sempre più vuote: "postino", "taxi", "negozio".
Giuri a te stesso che non amerai mai più, e la tua voce ha il suono di
un foglio che si accartoccia...
Ma un BIP ti richiama da universi che pensavi perduti: ti è arrivato un
messaggio - un nuovo messaggio! - e quindi et voilà la città riprende
all'istante il suo concerto di profondità variopinte. Le tue cupe
certezze si dissolvono e si srotola a fisarmonica, come una ghirlanda di omini
di carta, il formidabile esercito delle possibilità: chi ti avrà scritto?
Frughi nello zainetto e peschi il cellulare con l'espressione di Artù quando
estrasse la Spada. Magari è Fanny dai grandi occhi grigi, chissà,
forse ti chiama perché hai frainteso. Potevi lasciarle finire il discorso,
no, Vincenzo?
Ma tu, Vincenzo Voyager, hai fatto bene a scappare: devi esagerare ogni reazione, è il
felice e disperato obbligo imposto dalla tua giovinezza, che in fondo è solo
un'infinita riserva di stupore. Ti vedo, armeggi con il menu del telefonino
e sei curioso. Più di un annuncio di speranza, ti ha raggiunto la speranza
stessa: è tutto quel che hai qui ora. Non hai ancora letto il messaggio,
e chissà se è quello che aspetti oppure no. Potrebbe essere banale
pubblicità SMS. Ma la tua euforia può durare per sempre, e sai
perché? Perché sei in un racconto, Vincenzo, e nella fotografia
che lo chiude ti aggrappi al tuo mezzo sorriso nuovo e ci salti sopra con le
scarpe da tennis fino a confonderti coi colori del cielo, mentre le foglie quaggiù girano
in cerchi e vortici. Respira profondo, pensa che Fanny ti ami ancora. Sentirai
un vento che ti prende dentro e fuori fino a non farti capire più niente,
e alla fine ti ritroverai così, un po' triste e un po' allegro
come solo tu sai essere in mezzo a tutta questa vita che passa trafiggendoti
il cuore con una risata leggera.
