
25/03/2007
Il bello viene dopo
L'amore è una cosa meravigliosa, e anche una tra le poche cose
rimaste assolutamente legali. Ha tutti i pregi che uno si può immaginare,
ma un grande difetto: statisticamente è una cosa che non sta in piedi.
Se credete a quella faccenda dell'anima gemella, per esempio, la cosa
si fa complessa. Dato per esistente al mondo qualcosa come sei miliardi di
persone di entrambi i sessi e anche di più, avete la stessa probabilità di
trovare la vostra metà perfetta quanto di vincere due volte consecutive
all'enalotto. Questo può essere un grande alibi e certamente vi
capiterà di guardare il vostro amore, nel buio di un cinema o dopo la
scuola, e pensare: "Beh, statisticamente è il meglio che potevo
fare". Funziona bene anche al contrario, come medicina consolatoria:
quando sarete un po' stufi del vostro amore vi verrà da pensare: "Figurati
se non c'è una fantastica tahitiana dall'altra parte del
mondo che aspetta solo me". Giusto, la statistica è dalla vostra
parte! Ma la tahitiana no, però, e questo ci riporta daccapo.
Da secoli e secoli tutte le popolazioni del pianeta si inventano riti e magie
per favorire l'amore. Ma nessuno sopra i sei anni è così cretino
da fare "m'ama-non-m'ama" con un fiore che abbia un
numero di petali pari. È una legge della natura: i sondaggi sono una
cazzata, a meno che non ci diano ragione. E un'altra legge della natura è che
se cominciate la cantilena con "m'ama" qualunque cosa sfogliate,
per darvi ragione, dev'essere dispari. Capito? Dispari! Ho visto gente
incolpare le margherite di tutto questo, ed è stato imbarazzante.
Può capitare che uno aneli sapere sul serio se quell'altro lo
ama (voglio dire, i matti esistono), e che contemporaneamente sia un tipo onesto,
che non vuole barare al gioco. In questo caso consiglio di prendersela comoda.
Invece di una margherita potreste sfogliare, che so, un pino secolare alto
quaranta metri. Se ne trovano di ottimi in Ontario o sulle Alpi o in tutte
le grandi foreste di conifere della Siberia. Statisticamente una bestia simile
ha qualcosa come due miliardi di aghi: a quel punto che siano pari o dispari è irrilevante.
Dopo un paio d'anni, con le dita intirizzite, i vestiti sporchi di resina,
gli attacchi degli orsi, le intemperie e tutto il resto, questa faccenda dell'amore
non vi sembrerà più tanto importante. E comincerà anche
a rodervi il dubbio che quel cretino della vostra anima gemella, ovunque si
trovi, abbia fatto lo stesso con un ficus o una gardenia, mettendoci molto
meno. Capito? Sareste lì a chiedere "m'ama-non-m'ama" a
un triliardo di aghi di pino bastardissimi, soffrendo come cani, e quel fetente,
intanto, se la starà spassando. Ditemi un po': a questo punto
che lo amate a fare? Uno così meglio perderlo che trovarlo.
Rimane però ancora una terribile possibilità: che ci sia qualcuno
tra voi ancora irriducibilmente deciso a cercare l'amore. Ci sono casi
di questo tipo, gente che vuole trasalire un po', avere le gote rosse
e sentirsi battere forte forte il cuore, proprio come con la playstation. Comunque
ok, per tutti quelli che ci credono veramente elencherò ora alcuni metodi
e strumenti tecnici per sapere veramente e in modo definitivo se quel deficiente
della quinta B vi ama oppure no. Il telefono, il citofono, la scritta sul muro,
una testa di capra mozzata sul motorino, l'ambasciata di un'amica,
due sottoproletari bulgari che lo aspettano sotto casa con le mazze da baseball,
oppure il bigliettino anonimo nello zaino, oppure - credo di aver finito - una
spruzzata di antrace nel casco. È tutto quel che serve per cominciare
un amore. Il bello viene dopo.
