
25/03/2007
L'orgoglio era già un optional
"Non ti sto chiedendo nessuna luna."
Provò a farsi l'ennesima paglia. L'accendino sbagliava spesso
il punto a cui dare fuoco.
"Ci abiti nella luna?"
Si vergognava di tutto quel tremolìo. E, ovviamente, dell'orgoglio
ancora una volta strapazzato. Riuscì a mettere nelle parole un po' di
disprezzo.
"Di sicuro non sei del mio stesso pianeta. La tua indifferenza non è di
questo mondo."
Con imbarazzo ancora maggiore si rese conto di avere quasi acceso la coda.
Rovesciò l'emmeesse.
Cercò di nascondere al resto del mondo la puzza di filtro bruciato tenendolo
in bocca.
"
Be' sappi che non smetto. Il tuo silenzio non ti farà portare a
casa un po' di respiro. Ti starò addosso comunque."
La gente attorno non sembrava fare troppo caso a lui. Quella specie di minaccia
che aveva appena pronunciato gli aveva dato un sollievo troppo breve. Per il
resto avrebbe solo peggiorato le cose. Cercò un'altra strada:
"
Figurati se ti chiedo di amarmi. Le mie illusioni, in merito, me le hai fatte
fuori da un pezzo. Adesso, però, ho bisogno di vederti almeno capace di
dare una minima risposta a tutto il mio amore. O quanto meno alla mia disperazione.
L'idea che mi sia sbagliato così tanto su di te è insostenibile.
Va bene anche la compassione. La pietà."
Ora dava boccate calme e profonde. Quasi tutti, lì intorno, stavano
fumando. Tante piccole incandescenze di brace con rapidi picchi di fiamma.
" Togliamo di mezzo il futuro, va bene? Mi credi se ti dico che non ci
faccio nessun conto?"
Le luci erano basse eppure sembrava che l'atmosfera non fosse per coppie.
Ognuno, piuttosto, per i fatti suoi.
"
Un'ultima volta insieme. Una. Sola. Ultima. Volta."
Da tempo il suo orgoglio era entrato fra gli optional di lusso. Ora implorare
non era più così doloroso. Decise di tentare anche quella possibilità:
"
Come credi che uno si senta a supplicare? A elemosinare un po' d'attenzione?
Non saperlo non ti basta. Perché non fai lo sforzo di percepire come
si possa stare?"
Non si può dire che la tattica risultò efficace: le sue parole
non fecero che portare a galla la sua stessa vulnerabilità.
"
Se ti facessi schifo non saremmo già stati insieme in passato. Quindi,
ti costerebbe veramente poco quella - sola - ultima - volta."
Sentì una breve frase in francese a un paio di metri da lui. Si accese
un'altra paglia con il mozzicone di quella prima. Ora l'esasperazione
stava per tornare fuori controllo.
"
Ho perso quasi tutti gli amici per te. Ho mandato sul lastrico i miei. Ho debiti
con gente pronta a scorticarmi. Ti è rimasto qualche capriccio inesaudito,
per caso? Hai avuto il mio sangue passato e futuro. I miei nervi."
Gli occhi erano solo vene pronte a scoppiare. Piangere non c'entrava.
"
Quello che ti chiedo non è una "restituzione" o qualche forma
di "parziale compensazione". È solo una parvenza di comprensione
umana."
Quante volte si era vergognato di quella relazione così sbilanciata. Quante
balle a tutte le persone che gli erano rimaste care fino a poco tempo prima.
L'impossibilità di giustificarlo ai suoi. L'imbarazzo nel
chiedere l'ennesimo prestito. Dire che stava bene mentre il suo aspetto
non riusciva a nascondere la realtà. E tutti i suoi amici che ficcanasavano
per poi dirgli che non era per lui, che era una storia senza via d'uscita,
che ne sarebbe uscito sbriciolato. Anche lui lo sapeva, cosa credevano? Come
se fosse stato facile.
"
Te lo ripeto: una - sola - ultima - volta, e ti giuro su mia
madre, mio padre, su me e su te che non mi vedrai mai più."
Lo sapeva che quella era la tipica bugia del tossico. Cos'era lui d'altronde?
Solo che, come tante altre volte, non si trattava di una balla. Era una cosa
a cui lui credeva. Solo che era per poco.
Pensò che la margherita che ogni tanto consultava per saperne di più rispetto
alla fortuna aveva sempre e solo due petali e finiva sempre e solo con "non
m'ama".
Pensò che magari sarebbe stato possibile barare e con "non m'ama" fare
partire la lotteria.
Pensò che ora non c'era più posto né tempo per le
parole e qualcosa sarebbe successo.
Pensò che di più non poteva fare per meritarsi almeno una risposta.
Pensò che quell'attimo di calo di borbottio nella sala lo si doveva
proprio al fatto che la risposta stava per arrivare.
Ma il croupier lo disse ad alta voce. Affiancandogli il colore. Il croupier lo
disse netto, fin troppo chiaro. Che anche quella volta il ventisette non usciva.
Con lui.
