Jacopo, fradicio per la pioggia, saltellando tra le pozzanghere, si sentiva
un po' Gene Kelly in Singin' in the Rain e si aspettava che da
uno dei tanti vicoli del quartiere spuntasse all'improvviso Debbie Reynolds
per condurlo a tutta velocità sulle tavole di uno dei troppi teatri
cittadini dai quali mancava da anni un talento come il suo. Invece da dietro
un cassonetto spuntò un grosso cagnaccio affamato che ringhiando cominciò a
inseguire il giovane attore il quale, memore di quando aveva interpretato il
lupo di Gubbio in un provino per una parte in un San Francesco, si fermò con
l'intento di parlare alla belva inferocita che per tutta risposta lo
azzannò nel didietro affondando le fauci proprio laddove Jacopo aveva
il microfono cosicché l'animale prese una scossa elettrica che
lo tramortì dando tempo al giovane attore di darsela a gambe levate.
Jacopo si fermò esausto davanti a un locale di cabaret: "Non bastavano
i cani che mi rubavano le parti a teatro! Ci volevano anche quelli che mi mordevano
i microfoni!" Un brusco richiamo interruppe i suoi solitari lamenti: "Sbrigati!
I provini stanno finendo!" Era il manutengolo del locale che lo esortava
a entrare per sostenere l'ennesimo provino della sua carriera. Jacopo
entrò e salì direttamente sul palco trovandosi di fronte al provinante,
un uomo calvo che aveva l'aria di un impiegatucolo in pensione con la
velleità di fare il presentatore.
"
Salve, sono un giovane attore e vorrei, se mi è concesso, leggervi alcune
lettere di Jacopo Ortis". Vista la reazione del pubblico, un misto di
torpore e strafottenza, Jacopo disse fra sé e sé: parto subito
con un pezzo pregno di pathos:
"
Una anziana signora si reca dal dottore in preda a un grosso dramma: dottore,
da un po' di tempo ho sempre la pancia piena d'aria e ogni giorno
faccio venti, trenta, quaranta peteggi assolutamente silenziosi e inodori!
Deve assolutamente levarmi da questo impaccio! Il dottore, commosso dallo struggente
racconto della signora, prende da un cassetto una scatola di pasticche rosse,
la dà alla vecchia e le dice di prenderne due al giorno dopo i pasti,
per due settimane. Dopo soli quattro giorni si spalanca la porta dell'ambulatorio
ed entra la vecchia che, in preda all'ira, si scaglia contro il medico:
non solo il mio problema non si è risolto ma è peggiorato! Ora
i peteggi, pur restando silenziosi, hanno una puzza mefitica! Il dottore allora
prende da un cassetto una scatola di pasticche blu, la porge alla signora e
le dice a voce alta: bene signora, la sinusite l'abbiamo curata, ora
prenda queste pasticche per l'otite e per i peteggi ci penseremo la settimana
prossima!"
Il pubblico rimase basito!
"È
inutile, senza scenografia non può funzionare!" sospirò Jacopo
tra sé, scendendo dal palco, accusato di essere un mero barzellettaro
dal provinante calvo, un uomo così insulso che non era riuscito a intravedere
il ventaglio di grandi capacità attoriali che si celava in Jacopo. Chi
meglio di lui aveva la consapevolezza del luogo sceno-cinetico, l'assoluta
conoscenza della relazione fra la creatività dell'intuito e quella
del sentiero narrativo? Il giovane attore con riso beffardo gridò all'indirizzo
del saputo provinante:
"
Si ricordi che io c'ero quando lei non c'era ancora e ci sarò quando
lei non ci sarà più!" Poi singhiozzante per il freddo e
febbricitante per tutta la pioggia che aveva preso durante la giornata tornò in
strada, sotto l'acqua, parlottando da solo: "Ma-ma non... Ma-ma... Ma-ma
non...Ma-ma non ne ho tal donde di siffatte ciuffole?"
...Che vuol dire: "Ne ho le palle piene!"
Scritto con Marco Del Conte
Mandaci le tue idee!
Se hai delle segnalazioni da farci in materia di solidarietà , se hai degli eventi o degli spunti da suggerirci o se vuoi raccontarci semplicemente ciò che più ti sta a cuore, inviaci il tuo articolo (max 3000 battute) a news@smemoranda.it: potrai vederlo pubblicato su queste pagine!