
25/03/2007
Tacchino di San Valentino
Incominciamo dalla fine. Ovviamente un po' ti ama e un po' non
ti ama. Non è che tutto è in un modo o nell'altro. L'amore
non è una cosa definitva: cresce, cambia continuamente per diventare
qualcos'altro e alla fine sarà la somma dei momenti d'amore
e di non amore.
E tu continui a chiederti "M'ama o non m'ama": allora
sei scemo! Ti ama e non ti ama.
Dico scemo, perché sto parlando a te, maschio: le donne essendo più intelligenti
lo sanno bene e raramente recitano questa dolorosa litania del m'ama
o non m'ama. Tu invece te ne stai lì con gli occhi rivolti al
cielo, lo sguardo ebete, malamente appoggiato sui gomiti in mezzo al primo
prato verde che trovi fra agguerrite colonie di formiche rosse e mucchi di
cacca secca ovina e bovina. Sembri un poster sbiadito degli anni '70
appiccicato con le puntine alla tappezzeria psichedelica della cameretta di
un adolescente triste. Svegliati! Oppure no, stai pure lì ma stai fermo.
Lasciami in pace.
Lo so che è difficile. Lo dice anche la canzone: non puoi stare fermo
con le mani nelle mani ecc...
Ma perché io? Cosa c'entro?
Potevate scegliere un altro metodo: manciata di sassi da lanciare uno alla
volta a cui accompagnare la richiesta del vaticinio.
Invece avete scelto me: preferirei essere offerta in dono nella mia intierezza,
raccolta accuratamente e porta con delicatezza. Vorrei rimanere integra. Hai
idea del male che mi fai? Ogni petalo che mi strappi è un dolore al
cuore, un dolore lancinante, definitivo. Un dolore che mi abbruttisce e mi
spoglia.
Prova tu a strapparti le sopracciglia e poi dimmi l'effetto che fa. Sai
cosa me ne importa a me se ti ama o non ti ama!
Tu di certo non mi ami. A San Valentino poi... è il giorno più brutto
dell'anno. Mi sento come un tacchino nel giorno del ringraziamwnto.
Ecco: spennate un tacchino piuma per piuma e chiedetelo a lui se t'ama
o non t'ama.
Siate felici. E basta. E non fatevi troppe domande. E soprattutto non fatele
a me.
Firmato
Margherita
