
25/03/2007
Una domanda sbagliata
Ci si può innamorare anche di una città, farsi una storia con
lei, sentirsi ricambiato, sentire la propria anima espandersi esplodere vivificarsi
in lei, anche solo a pensarci. Ci si può innamorare e poi sentirsi tradito
oppure trovarsi a tradirla, può succedere. Può succedere con
una città come con una donna, può succedere con una musica, a
me addirittura a volte è successo con un suono solo, mi sono innamorato
di un ritmo e di quel ritmo ho voluto sapere tutto, conoscere i suoi genitori,
dormire a casa sua, cercare di essere ricambiato in quell'amore. A me è successo
con gli scrittori così come con le persone vere, o con l'opera
di certi artisti. È un gioco di attrazioni, di cose che esplodono nella
vita come fuochi d'artificio e per un attimo illuminano tutta la vallata.
L'amore è la più alta forma di conoscenza, la unica vera
forma di conoscenza perché è memoria fisica che si scrive nelle
cellule e ti trasforma anche nell'aspetto, è una mano che si infila
in te come se tu fossi un guanto e ti stira ogni piega. Mi sono innamorato
anche di un albero, di un'ora precisa in una precisa parte del mondo
e mi bastava pensare a lei (intendo all'ora e al luogo) e lo scombussolamento
mi prendeva come alle medie se mi incrociavo sulle scale con la bimba dei miei
sogni.
De André in una canzone cantava "quand'ero giovane mi innamoravo
di tutto". Anche io. Non ho mai capito se lui intendesse che poi invecchiando
quella cosa è passata e questo è un bene o se rimpiangesse quello
stato in cui si innamorava di tutto. Forse tutt'e due, mi piace pensarla
così.
Crescendo mi sembra che di ogni cosa diventi più evidente la contraddizione,
una grande luce equivale a una grande ombra. Da ragazzini si vede solo la luce
o solo l'ombra, forse diventare grandi vuol dire vedere sempre tutt'e
due in tutte le cose. Non so, può darsi. E forse per questo molti adulti
finiscono per rifiutare le grandi luci per paura delle grandi ombre, e allora
sopravviene il grande crepuscolo, il grande grigio, che è il mondo dove
può capitarci di finire a vivere, per difenderci, solo per difenderci
dalla vita e dagli innamoramenti.
M'ama o non m'ama è una domanda sbagliata. La domanda giusta è "amo
o non amo?"
