28/08/2008
PENSIERO AMAZZONICO


Oggi mi è chiaro che tutto è dato come un libro da leggere-
come specchio dove guardarsi.
Se è vero che tutto il mondo si specchia in una goccia di pioggia la goccia cade troppo veloce
per permetterci di leggere i dettagli del mondo-
e i dettagli sono pura scossa-
i collegamenti tra le cose-
il botta e risposta-
l’origine e la causa della musica-
la musica è dettaglio e rapporto-
è foresta-sistema.
Non sapevo di avere una foresta dentro di me
un’amazzonia intera che non potrò esplorare mai fino in fondo.
Mi fermo e avverto occhi che mi guardano e io non li posso vedere-
ma loro vedono me-
non posso nascondermi né come umano né come foglia come frutto o come insetto-
non posso nascondermi-
nemmeno come talpa o come ragno o come nuvola o come sasso o come batterio
non posso nascondermi-
non posso nascondermi.
Non posso nascondermi e farò gola a qualcuno che affiderà la sua sopravvivenza alla possibilità di farmi fuori.
Anche da morto servirò a qualcosa.
A mantenere in vita questa macchina che mi contiene
ma che oggi io posso avvertire intera-
indivisibile-nel mio cuore.

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