
La memoria è malvagia: ti imprime con forza e in modo duraturo i momenti difficili, le esperienze sventurate, i giorni scalognati; ma non è altrettanto vigorosa nel fissare gli istanti felici, le emozioni gioiose, i giorni raggianti.
Non mi ricordo quasi niente del mio primo bacio: ma a chi l’ho dato?
Non ricordo quasi niente neanche della mia prima gita scolastica, anche perché l’ho passata a guardare due bronzi.
Invece ricordo perfettamente il 7 febbraio del 1981: a Palermo c’era il sole, nubi sul resto del Centro-nord e Liguria, con deboli precipitazioni tra Spezzino, Toscana e rilievi umbro-emiliani. La Borsa dava segni di ripresa. Albano e Romina arrivavano secondi al festival di Sanremo. Che Felicità !
In quel giorno il mio vestito viola e azzurro con un fiocco verde (per fortuna i gusti cambiano) alle ore 18 e 25 minuti primi, si distrusse nella ventola della Vespa bianca 80 PX di mio cugino: “Aah sono una sfigata, non ci vado più! Faccio schifo, sono un mostro, ho più naso che tette, sembro un mocio vileda, vaffa…â€
Era il mio vestito preferito l’avevo comprato apposta per la festa di Paola Cucuzza, dove avrei incontrato Antonio M.: bello, biondo… nano, ma bello.
Sì, sì mi ricordo tutto nei minimi particolari.
Però ora che ci penso forse il vestito non era viola ma blu, la festa era di Alessia e la ventola non era della Vespa ma del frigorifero, il vestito era quello preferito da mia madre e non da me. Lui non si chiamava Antonio e non era neanche biondo ma sicuramente era nano.


