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Solo centocinquanta?

di Giuliano Aluffi su Smemoranda 2013 - Friends

Vantate cinquecento amici su Facebook e ne aggiungete ogni giorno di nuovi? Be’, allora dovreste sapere che c’è chi dice che non possiamo avere più di centocinquanta veri amici: è uno dei più importanti antropologi viventi, Robin Dunbar dell’Università di Oxford. Perché proprio centocinquanta? Ragioniamo: per far parte di un gruppo numeroso bisogna avere un cervello grande, che ci aiuta a ricordare gli altri, i loro ruoli, il loro carattere e come comportarci con ciascuno di loro senza troppi litigi. Dunbar ha studiato il rapporto tra le dimensioni del cervello di gorilla e scimpanzè e il numero di individui nei loro gruppi tipici. Applicando all’uomo questo rapporto, viene fuori che il massimo numero di legami affettivi che il nostro cervello si può permettere è centocinquanta. E non di più. In fondo, le amicizie si mantengono spendendo del tempo insieme agli altri, e chi ha troppi amici in realtà può dedicare ben poco tempo a ciascuno di loro, così non si forma un vero legame. Ma non disperate: la scienza sa come trasformare le amicizie virtuali in vere amicizie. Milioni di anni prima della comparsa del linguaggio, l’unico modo per diventare amici di qualcuno era lo spidocchiamento reciproco. Oggi, per fortuna, qualcosa ha preso il suo posto: la risata di gruppo. Quando ridiamo il cervello rilascia una potente scarica di endorfine, oppioidi che ci fanno euforici quando stiamo in compagnia. E rendono spiacevole separarci dai nostri amici, quasi come una crisi d’astinenza. Ricordate la volpe di Antoine de Saint-Exupéry? «E quando l’ora della partenza fu vicina: “Ah!” disse la volpe, “... piangerò”. “La colpa è tua” disse il piccolo principe. “Tu hai voluto che ti addomesticassi...”.» In realtà più che addomesticarci, noi primati, a un certo punto dell’evoluzione abbiamo esteso a tutto il gruppo l’attaccamento istintivo per il partner. Eh, sì: nell’affetto che provate per i vostri amici e amiche c’è una qualche componente amorosa, che milioni di anni hanno diluito e riadattato. Centocinquanta, in fondo, è un numeretto piccino di fronte alle profondità insospettabili e infinite che lo abitano sorridendo.

 

THE END

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