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La terra promessa

di Massimo Bagnato su Smemoranda 2013 - Friends

Gli amici si contano sulle dita di una mano? Ho i miei dubbi, così chiamo la redazione di un noto quotidiano e dico alla segretaria che ho intenzione di rinnovare il parco amici e che farò dei provini per scegliere chi diventerà my friend. Ovviamente prima pagina del quotidiano, la voce si sparge e arriva su tutta la stampa nazionale, europea, mondiale: “Massimo Bagnato cerca nuovi amici... finalmente i provini!”
Ricorro a tremila volontari per mettere a punto la macchina organizzativa; nel mondo non si parla d’altro e sotto casa mia stazionano giorno e notte tutte le televisioni. Gli iscritti aumentano e, calcolando una persona ogni due mq, avremmo bisogno di una superficie pari a Sicilia e Sardegna insieme per accogliere tutti i potenziali amici. Dopo tre giorni non basta più neanche l’intera Europa, ma finalmente ecco l’invito che tanto sospiravo. Il re della Burrania offre la sua landa immensa, vasta più o meno come l’Africa, e dichiara commosso che se le cose andranno come si augura, abdicherà. E allora si parte per la Burrania: aerei, navi, elicotteri, zattere, auto galleggianti... qualsiasi mezzo vale per arrivare alla terra promessa.
Tutto è pronto, un palco così non s’è mai visto prima e nemmeno l’alta tecnologia impiegata. Alta è proprio il caso di dirlo: maxischermi led alti 3 km e mezzo e larghi 7 con milioni di watt scaglionati...
Il direttore di palco mi dà l’ok, sono emozionato, bevo un sorso d’acqua e via... afferro il microfono: “Ciao, amici! Sì, amici, perché il provino lo avete già superato approdando in questa favolosa terra di Burrania! Siete arrivati da tutto il mondo” - continuo- “ma parliamo la stessalingua. Parliamo da sempre la stessa lingua. Burrania ci siamo!!!” Dal pubblico si alza un immenso coro“ burraniaburra nia bu rra nia” e, nello stesso istante, il re mantiene la promessa e abdica, lanciando in alto la corona che si trasforma in una nube dorata che abbraccia tutta la folla. Prendo di nuovo la parola: “Sapete cosa significa questo? Che voi siete tutti sovrani perché avete creduto nell’amicizia. Ecco una terra dove vivere, lavorare, amare... Ci sono domande?” Le vallette danno la parola ora a uno ora all’altro amico: “C’è l’iva? Pagheremo le tasse? Il traffico? Le banche saranno amiche? Ci saranno quelli che vorranno dividere la terra in Burrania del Nord e del Centro-sud? Ci saranno fabbriche inquinanti? E come sarà la scuola?” Insomma c’è la paura di ritrovarsi, anche se amici, con le stesse preoccupazioni di prima. A quel punto il re dimissionario prende la parola: “Amici, citerò Petrolini che, analizzando il pensiero dei potenti, sosteneva: ‘Biso- gna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti’. Ma da oggi ci sarà un prima e un dopo Burrania, siamo amici, giusto? E quindi saremo noi a decidere, democraticamente. Rispondete: la volete l’iva?” Tutti: “Nooo”. “Le volete le tasse?” “ Noooo...” insomma, no a tutto, che ingrati. “Allora non mi conviene” interviene l’ex re. “Abbiamo giocato, ci siamo divertiti, io resto re, pure senza corona così sarò più leggero” gira le spalle alla folla e torna verso le sue stanze.
Devo concludere l’evento così, dire a tutti di andarsene senza risultati, oppure mediare? Basta uno sguardo e quel popolo mi elegge suo portavoce. Allora, prima che il re si chiuda alle spalle il gran portone d’oro, lo chiamo e, con accento romanesco, chiedo: “A Flaviooo! Vie’ qua, nun te n’anna, nun t’arabbia’...! Armeno l’iva ar diciotto?” Ci pensa un istante, sorride e fa sì con il capo. Festeggiamo con lui, brindando con Dom Burranion per una settima- na e restiamo nella nostra nuova terra. “Flavio sei n’amico!”.
Del resto è proprio vero: Amicitia magis elucet inter aequales. L’amicizia è più durevole tra persone uguali e noi, popolo di Burrania, saremo sempre amici.

 

THE END

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