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Adriano

di Paola Cortellesi su Smemoranda 2013 - Friends

Gentile Babbo Natale, ti dico subito che questa è l’ultima lettera che ti scrivo perché ho il forte sospetto che tu sia un’invenzione... da quel 24 dicembre, quando ti ho visto di sfuggita mentre uscivi dalla porta di casa dopo avermi consegnato i regali, dei quali in ogni caso ti ringrazio. E in quell’occasione ho notato:

• Perché sei passato dalle scale? Lo so, non potevi calarti dal camino dato che non ce l’abbiamo, ma visto che siamo al quinto piano e l’ascensore era rotto, non sarebbe stato più comodo atterrare sul balcone? Tanto la slitta vola.
• Ho notato che indossi una barba con l’elastico. Mmh... non mi convince. Non sarebbe più comodo farla crescere e basta?
Somigli troppo a zio Carlo. Nonostante le perplessità vorrei che ti occupassi del mio amico Adriano. Tanto per rinfrescarti la memoria: Adriano è quel bambino che sta sempre con me, quello cicciottello con gli occhi azzurri che conosce solo una canzone e la canta da quasi sette anni. Lo frequento da quando sono nata. Ha due anni più di
me ma sembra più piccolo della sua età perché parla ancora male e solo quando gli va. Viene in classe con me ma lui in più ha anche la maestra Giulia.
Adriano a volte è allegro. Se è allegro, ride e canta forte. Quando è nato il mio fratellino Matteo, mamma gliel’ha fatto tenere un po’ in braccio. Lui è stato contento. Ha pensato che ormai era grande. Mamma gli ha chiesto: “Adriano, com’è Matteo?” e lui ha detto: “È nuovo” e tutti abbiamo riso, perché non si dice nuovo, si dice piccolo! Ma invece poi a ripensarci secondo me lui intendeva proprio che Matteo era nuovo. Effettivamente appe- na nato era nuovo di zecca.
Adriano è avanti, gli altri non lo sanno. Spesso è nervoso. Quando è nervoso, di colpo, senza motivo mi tira un calcio o mi dà uno schiaffo anche se non gli ho fatto niente. Mamma ogni volta mi dice che devo perdonarlo, che non è colpa sua e non lo fa apposta. E io lo perdono, però gli schiaffi fanno male e non si danno. Adriano mi difende sempre. Ora, dato che questa è la mia ultima lettera, concentrerò qui alcune richieste per i prossimi anni:

• vorrei che Adriano mi difendesse senza farsi male;

• vorrei che Adriano non mi picchiasse più;

• vorrei che diventasse grande e avesse un bambino “nuovo” tutto suo, come quel giorno che è stato contento. Pensi di farcela, Babbo Natale?
Spero di sì. Ti ringrazio in anticipo.
Cordialmente, Paola


P.S: Perché non ti fai un indirizzo di posta elettronica? Non sarebbe più comodo per la corrispondenza con i bambini del pianeta? Che tipo eri da piccolo? A che velocità viaggiano le tue renne? C’è un limite come sulle autostrade o avete regole a parte? Da quanto tempo sei così vecchio? Perché resti vecchio ma non muori mai? Sei anche tu un vampiro buono come i Cullen? La Befana è tua moglie, o solo una collega?

 

 

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