I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Solo due amici

di Raul Montanari su Smemoranda 2013 - Friends

Nella mia vita ho avuto solo due amici. “Come?” dirai tu. “Sono un po’ pochi.” Be’, parlo di amici del cuore, quelli che ci faresti insieme di tutto, viaggi nei posti più strani, sogni, avventure, quelli a cui metteresti in mano tutti i tuoi soldi, senza paura. Quelli che li puoi chiamare a qualsiasi ora del giorno e della notte, e loro non si tirano mai indietro, sempre pronti ad aiutarti. Quelli che sono disposti a rischiare la pelle per te. Oddio, non gli devi lasciare il tempo di ragionare, di pensarci, altrimenti magari non lo fanno... ma se devono reagire d’impulso, vedendoti in una situazione di pericolo, si buttano in acqua, nel fuoco, per salvarti. “Sì” ammetterai, “amici così non li trovi dappertutto. Però davvero solo due, in tutta una vita? Continuano a sembrarmi pochini.” E invece sono stati solo due. Però, negli anni, cambiavano faccia e nome. Uno è l’amico sensibile, gentile. Sì, anche un po’ sfigato. Quello che sta in disparte dal mondo, e nel cortile dove giocano gli altri si siede in un angolo, vicino a te, e parlate di un sacco di cose. Vi sentite diversi da tutti. L’altro invece è l’amico brillante, il casinaro. Intanto che voi due state lì nell’angolo come due babbei, lui invece è il capitano di una delle due squadre che giocano in mezzo al cortile, il giocatore più bravo, quello che tira rigori e punizioni e che fa anche i falli più tremendi, e le ragazzine sedute nell’altro angolo (l’angolo opposto rispetto a dove sei seduto tu con l’amico sfigato) non hanno occhi che per lui. Lui, l’amico eroe, assomiglia a quello che anche tu vorresti essere; l’amico sfigato invece somiglia a quello che sei.
Te l’ho detto: questi due amici nel tempo hanno avuto identità diverse. Si sono chiamati Danilo, Pierluigi, Claudio, Mariano, Pietro, Gianfranco e così via, una galassia di nomi e volti che si sgranano negli anni – la scuola, l’universi- tà, il lavoro, tutte le stagioni della vita. Ma io lo so, che erano sempre e solo loro due. E, vedrai, sarà così anche per te.

Advertisement