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Amici finché si vuole, ma...

di Luciana Littizzetto su Smemoranda 2013 - Friends

Per carità. Si può essere amici fin che si vuole, ma quando si finisce per baciarsi le cose cambiano.
È come se il bacio sparigliasse le carte e le regole del gioco improvvisamente cambiassero. Si aprissero le porte di un nuovo mondo. Ta... ta... tatan... come la sinfonia di Dvorák. I baci sono una delle cose più belle che ci han dato in dotazione per poter sopravvivere... Sono il momento clou del film, quello che aspetti da quando i due si incontrano per la prima volta tamponandosi al semaforo e, quando finalmente arriva, è un po’ come se baciassi un pochino pure tu. Comunque i baci possono essere di molti tipi. Partiamo dal BACIO DI CIRCOSTANZA. Che si dà sulle guance. Una salvezza soprattutto se quello che devi baciare senti che ha l’alito dello sciacallo che ha appena divorato un’antilope... il fiato che sa un po’ di nido di topo, di Apocalipse Now. La tipica fiatella di certi maschi che sembra che abbiano inghiottito un panino al letame. In quel caso puoi baciare l’aria che lo circonda. È oggettivamente brutto, ma si tratta di sopravvivenza. Poi c’è IL BACIO SULLA GUANCIA, quello con la saliva... che lascia un po’ di smucinamento... i bambini sono bravissimi in quel bacio lì. Se ti va bene, oltre la saliva ti lasciano come souvenir anche un cucchiaino di moccio. Ma veniamo ai baci sulla bocca. Come primo tipo c’è IL BACIO A STAMPO. Il primissimo bacio che dai quando cominci a vedere quelli dell’altro sesso non più come esseri fastidiosi e repellenti, ma potenziali fonti di piacere. Quel bacio lì è un po’ come se dovessi timbrare le labbra del partner. Il bacio di marmo. Che stai con gli occhi aperti che diventano strabici per vedere che faccia fa l’altro. Più che baci sembrano dei timbri, come fanno le impiegate delle poste. Ma passiamo ai baci veri. I BACI LEMONSODA, dove c’è il vero e proprio limonage. Quelli dove le labbra si smollano, le gambe si piegano, le tette si drizzano e i cuori si fondono. Quelli dove è prevista l’introduzione di quel pezzettino di tessuto molle che abbiamo nella bocca che dicesi lingua. Quella roba che io muovo incessantemente per dire cazzate. Tra i baci limonage abbiamo: IL BACETTO, dove il maschio introduce un pezzettino piiiiiccolo di lingua, ma poi la muove come una saetta. La linguetta delle trote, bianca e a triangolo. Se hai l’apparecchio per i denti che traballa te lo ribalta. Poi c’è IL BACIO CON LA LINGUA RICAMBIATO. Dove le lingue si incontrano: “Piacere... piacere... anche lei qui? Scusi se spingo, ma due lingue in una bocca sola fanno effetto ascensore, non si sa mai dove mettersi”. Poi ci sono I BACI TOSTI, quelli in cui i maschi fanno invasione. Sì. Ci son dei maschi che quando ti baciano pensano di essere a casa loro. Se non stai bene attenta ti soffocano perché pensano che per limonare ti devono fare la gastroscopia. E poi ci sono I BEI BACI. Quelli che ti danno quelli bravi e innamorati. Che baciano così bene da mandarti in estasi, da farti credere che la mano che ti ritrovi sul culo sia la tua. Il bacio che ti fa vedere gli universi stellati, i cavalli al galoppo, le sfere celesti... tutte cose aeree ed eteree mentre dal basso senti qualcosa di meno etereo che si risveglia. Il bacio è una cosa bellissima, è fondamentale, è dal bacio che capisci il tuo futuro, non dal piano accumulo pensioni... ve lo posso garantire io che sono esperta. Ho baciato Pippo Baudo, non so se mi spiego. Per me adesso è tutta una strada in discesa. Dopo Pippo Baudo sento di poter limonare con un lama, un parroco o con Topo Gigio.

THE END

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