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Che storia

di Checco Zalone su Smemoranda 2010 - Che storia!

Il ritorno dal viaggio della speranza me lo feci in treno, come del resto l’andata. 9 interminabili ore separavano Milano da Bari, ma direi che ne era valsa la pena: il provino a Zelig , in quell’afoso giorno di giugno 2005, andò benissimo!!!! Il pubblico rise e applaudì entusiasta un giovane comico sconosciuto. Giancarlo Bozzo, uno dei tre padri di Zelig, mi prese in disparte e mi disse: “Ritieniti impegnato da settembre in poi” e poi perentorio aggiunse: “Ma non dire niente a nessuno!”. Ma perché non avrei dovuto dire niente a nessuno? Perché nascondere una gioia simile? Perché non dirlo ai miei amici (conterroni) milanesi che mi aveva ospitato? Perché non alla mia ragazza che mi chiamò subito dopo l’esibizione? Così come ai miei? Sono stato preso!!!! ’Fanculo il concorso per 440 posti da ufficiale giudiziario!!!! Faccio Zelig!!!!! E invece no, il dictat di Giancarlo mi frenava, e forse anche un po’ di scaramanzia. Così al telefono alla mia ragazza: “ Mmm sì… non so... eravamo 20… sì hanno riso……. Ma boh non lo so… secondo me non mi prendono…” e così al mio amico Ettore nel monolocale “Sì così e così, senti ma che dici la faccio qui a Milano la pratica legale? Dicono che un po’ di soldi te li danno”.

La sera del ritorno nel treno non si respirava, la maglietta era impregnata di sudore, ma ne avevo cambiate già 4 in 2 giorni e non ne avevo altre… E così dovevo sorbirmi il mio cattivo odore insieme a quello di tutti gli altri passeggeri… ma ne era valsa la pena!!!!! Avrei partecipato alla successiva edizione di Zelig Off!!!!!! ’Fanculo pratica legale… ’Fanculo le graduatorie per impiegati ATA… ma non lo dovevo dire a nessuno !!!! Però quando quel ragazzo sui 35 seduto di fronte a me, dopo avermi chiesto: “Dove stai diretto?” volle sapere perché mi fossi trattenuto due giorni lì a Milano, beh non seppi resistere, ’fanculo a Giancarlo Bozzo… “Zeling? Uscirai alla television? Noo adaver? Io sempre me lo vedo!” mooo beat a te… c bell cul che ten la Surina…”. Poi attaccò un lungo monologo sulla vita piena di complicazioni e difficoltà di cui riporto un breve sunto: “Mi ho fatto 3 anni di carcere, volevo un skuter ma non me lo potevo permetterlo e così me lo rubbai , ma mi acchiapparono… e mi buttarono la colpa di altre cose che non ero stato io… Ma poi mi son messo la capa apposto e faccio il camariere a Bustarsizzo… Io ero uno che credevo molto in me stesso, ma erano i giudici che non credevano a me… Quando mio figlio mi chiederà un skuter ci dirò non fare il mio stesso errore a papà, e ce lo rubberò io!!!”

Se lo dovessi rincontrare, un po’ di soldi dei diritti SIAE ( società italiana autori ed editori) glieli dò!!!!

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