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Una storia dell’Altro Mondo oppure Un tuffo nel mare di notte

di Enrico Bertolino su Smemoranda 2010 - Che storia!

La mia storia inizia con la prima sensazione provata a Pititinga, nel profondo Nord-Est del Brasile. Sensazione che si ripete ogni volta che arrivo lì, che vedo l’asilo e che penso a com’era prima.

Si vive di sogni e si sogna per vivere, ogni volta che un sogno si realizza ne parte un altro… Ora capisco perché dai 15 ai 60 anni si va a vedere Vasco e si canta Siamo solo noi, oppure si ascolta il Liga e si piange.

La mia è una storia dell’Altro Mondo, un mondo incontrato per caso 10.000 km da casa. Sì, Siamo solo noi, ma ci sono anche gli altri, e lì a Pititinga li ho visti la prima volta venir fuori dal buio sotto il cielo stellato e la schiuma del mare di notte. Appena arrivato, dopo 5 km di strada di terra rossa e altre 9 ore di volo, non ho avuto il coraggio di buttarmi in quella schiuma (il mio amico Roberto lo ha fatto anche per me, perché lui lo conosce il mare, è nato a Forte dei marmi…). Ne avevo paura perché è più grosso e incazzoso del Naviglio ed è più mosso dell’idroscalo di Milano. Ma una delle cose di cui ancora oggi mi pento (oltre a non essere andato alla gita della quinta perito turistico dove mi aspettava per baciarmi l’unica compagna di scuola che mi era piaciuta subito e per 5 anni), è proprio non aver seguito Roberto quella notte… Non conoscevo il mare e ne avevo paura, ma se non conosci qualcosa e gli stai lontano, non lo conoscerai mai e la paura ti rimarrà per tutta la vita. Per cui il mio consiglio è: buttatevi e dopo si vedrà.

Quando Vida a Pititinga Onlus è nata, nel 2004, c’era lo stesso buio e il mare era ancora più grosso, ma quella volta mi sono buttato, anzi ci siamo buttati in tanti e oggi c’è un asilo, lo Smemo centro educacional dove c’erano solo sabbia e macerie, ci sarà un campo da calcio e di volley dove esistevano solo alberi di cocco e sterpaglie, ma sopratttutto c’è allegria e ci sono tante facce che sorridono che hanno sostituito la povertà e l’assenza di speranza. Lì ho visto l’unico campo da calcio al mondo con una porta sola, perché l’altra porta era il mare. Potevi calciare con tutta la potenza possibile, ma le onde ti riportavano il pallone come il più rapido dei raccattapalle. Adesso la notte a Pititinga è meno buia e, quando esce la luna, il mare fa una passerella d’argento su cui possono camminare i sogni per tornare a trovarci ogni notte e ricordarci che si vive una volta sola... Ecco perché a Pititinga la notte dura poco ma sembra che non passi mai. E le lucciole, che da noi ormai sono solo un modo poetico per definire le prostitute, lì sono ancora quegli splendidi insetti che, se va via la luce, ti prendono per mano e ti portano dai tuoi sogni o accompagnano loro da te.

Se, dopo aver letto questa storia, sentite soltanto una gran voglia di lasciar parlare il prof, chiudere la Smemo e smettere per un attimo di pensare, vuol dire che siete pronti al tuffo nel mare di notte. Date un’occhiata a www.pititinga.org e sappiate che ci sono tanti palloni (della scuola di calcio Intercampus Vida a Pititinga) schierati sulla spiaggia pronti per essere calciati in mare con tutta la forza che avete. Tanto poi tornano…

…andà tuch a da via el kù… all together.

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