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Ciama? Ciama solo se sama!

di Alessandro Bergonzoni su Smemoranda 2005 - M'ama non m'ama

Tutto successe quando mi regalarono una bastarda incinta di nome Margherita che stava facendo mamma non mamma per capire se era incinta veramente.
Da allora ho capito chi m'ama o non m'ama chi vive non vive, da allora ho capito come una bestia può essere una delle cose più belle sul muso della terra e la mia vita non è più stata la stessa.
Ho visto cani al guinzaglio con padroni troppo apprensivi, ho visto padroni più fiduciosi legare il proprio cane ma con ottocento metri di catena lasciandoli andare per tutto un paese, tutto un giorno, per poi recuperarli attorcigliati a un palo della luce o a un palo del buio (quello senza lampadina).
Ho visto ciuawa annodati a un passaggio e livello dove stavano andando su e giù da quattro giorni (Suauwa Giuauwa, Suauwa Giuauwa..)
Ho visto attori cani, cani attori, ho visto cani pigri giocare solo coi boomerang, ho visto padroni portare il proprio cucciolo nelle latrine per farlo latrare...
So di un cane che tutte le mattine si pettinava i pochi capelli che aveva in fronte convinto per questo particolare di essere un vero cane da riporto. Mi hanno detto che ci sono cani che fissano il ladro perché credono di essere solo cani da guarda... So di padrone che si sono rifatte il Labrador, di bambini che giocavano a basket col loro fido buttando lui nel cesto, per chiamarlo poi "canestro"...
Ho visto cani molto religiosi rincorrere preti per prendergli l'osso sacro. Conosco un cacciatore invidioso di un allevatore di falchi che girava sempre con un setter sulle spalle. Ho visto cani educatissimi abbaiare solo negli abbaini, ho visto cani andare avanti e indietro automaticamente telecomandati da un pulsante i famosi can-celli.
C'è un grande matematico che ha studiato la forza elettrica dei cani e ha scoperto la famosa Scarica dei centoeuno... 
Ma mai e poi mai avrei immaginato che un essere umano avesse potuto soffrire e cambiare a tal punto dopo la morte del suo amico cane. È una storia brutta e dura ma spiega bene il senso del proverbio giapponese cinofilo (nel senso di rubato ai cinesi) che dice: sama chi tama e chi tama tama anche se non sama!
La mia vita non è stata più la stessa dopo che l'unica figlia di Margherita la cucciola petala venne uccisa da un colpo di sonno mentre dormiva nella sua cesta, sopra il letto di mia figlia che le assomigliava molto e, a dire il vero, assomigliava molto anche alla cesta. L'allarme l'ha dato il comodino che la vegliava come tutte le sere. Tutti l'avevano vista la sera prima dentro la centrifuga della lavatrice e sembrava in forma. Lei era sempre in forma benché un po' traumatizzata dalla morte dei genitori schiacciati sotto la ruota della fortuna. Lei passava il tempo a bere vino ma non si ubriacava mai perché non lo inghiottiva, era la classica sciacquona. Il fratello Ugo era scappato in Uganda per motivi etimologici e lei non s'era mai data pace finchè non scoppiò una guerra.
Un giorno chissà perché diventò tutta verde subito dopo tutta gialla e poi alla fine tutta rossa: noi allora la portammo all'incrocio più pericoloso di tutto il paese e fu fatta semaforo; regolò il traffico con sguardo vigile per nove anni.
Ma una delle cose che ci fece più inorgoglire e fece inorgoglire il suo paese e non solo lui, che fece di lei, cagnetta modesta, un personaggio, fu l'idea della riapertura delle cucce chiuse (legge Merdin) per far sì che non si lasciassero più escrementi sulla strada ma solo in certe zone delle città dette zone a luci marron.
Passò alla storia per questa idea che cambiò la vita socio igenico civica di un mondo che ha sempre diviso i cani in belli, brutti, buoni, di razza, rari, trovatelli, cercatelli, abbandonati, vecchi, cuccioli e chissà cosa altro. Ma una cosa sola c'è da capire del miglior amico dell'uomo e del suo padrone, soltanto che non me la ricordo più; so che era una cosa bellissima e importantissima ma non me la ricordo proprio. Peccato perché era davvero quel non so che avrebbe fatto la differenza ma non ricordo più nemmeno la differenza di cosa.

P.S. La perdita di qualcosa di caro toglie la memoria ma una cosa mi piace ricordare un cane che muore non ti abbandona ma se tu abbandoni un cane lui un po' muore.

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