I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

L'amico del mio amico...

di Gioele Dix su Smemoranda 2013 - Friends

Per noi italiani l’amicizia funziona come una grande catena: se un mio amico ha un amico, quell’amico diventa anche mio. E meno male, perché vivere senza amici qui in Italia è impossibile.
Per esempio: devi cambiare le gomme della tua automobile. “Devi cambiare le gomme? Aspetta perché io ho un amico...”
“Che fa il gommista?” “No, però lavora per una ditta che rifornisce le macchinette del caffè alla Michelin. Gli parlo e sento se ha un amico che può farti fare uno sconto.” Il giro è tortuoso, ma per risparmiare sul prezzo di quattro pneumatici invernali forse può valerne la pena. È bello scoprire quanto gli amici ti proteggono e si preoccupano per te. A volte pure troppo. Per esempio: il tuo medico ti ha prescritto di fare una tac. Ed ecco pronto l’amico che ti corre in soccorso. “Devi fare una tac? Hai fatto bene a dirmelo, ho un amico che ha la madre che ha un’amica che tiene la bambina alla caposala del reparto di dermatologia.” “Ma scusa, cosa c’entra la dermatologia con la tac?” “Eh, ma figurati se quella non ha un amico in radiologia, fa una telefonata e in quattro e quattr’otto, senza lista d’attesa, tac! Ti ritrovi a fare la tac!”
Certo, non è facile resistere alla tentazione. Anche perché la disorganizzazione italiana ti invoglia spesso a cercare le scorciatoie.
Per esempio: devi fare la visita oculistica per rinnovare la patente. Compare come per magia il solito amico.
“Eh sì, c’è poco da fare, quella visita lì va fatta, non si scappa!” “E infatti io mica voglio scappare.” “Sì, però io ho un amico che ha una scuola guida ed è molto amico di un oculista che, parliamoci chiaro, all’occorrenza chiude un occhio.”
“Un oculista che chiude un occhio? Mi stai proponendo un imbroglio?” “Ma no, guarda che è un amico, mica gli devi dare niente, al massimo gli dai cen- to euro per il caffè.” “Alla faccia del caffè! Io con cento euro prendo un volo low cost e il caffè vado a bermelo a Tenerife. Lascia stare, grazie lo stesso.” Già, perché a volte è meglio rispondere Ignora a certe richieste d’amicizia, anche nella vita.

Advertisement