I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Noi, la coppia più bella del mondo

di Enzo Gentile su Smemoranda 2013 - Friends

“Mi sarebbe piaciuto se nei bei tempi andati avessero avuto le chitarre elettriche nei campi di cotone. Avrebbero sistemato un sacco di cose.” Jimi Hendrix

 

I had a dream. A ciascuno il suo. Anch’io ho fatto un sogno: ero la chitarra di Jimi Hendrix. Cose che capitano. Poteva andarmi peggio. Immaginate il dramma di ritrovarsi nell’ex ministro Brunetta, per esempio.
O nel ciuffo di Cristiano Malgioglio. Va bene così. Eccoil verbale, steso al risveglio. Sono la chitarra di Jimi.
No,non una qualsiasi Fender di quelle messe all’asta, comprate da avvocati o industriali, o come la Strat bianca di Woodstock finita per un po’ di tempo a uno strano tipo italiano che parlava di musica in tv e fu l’ombra dell’ex sindaco di Milano, Letizia Moratti. E neppure quella bruciata sul palco di Monterey e poi gettata a pezzi tra la folla. No, sono proprio la sua chitarra, la Black Beauty che l’ha accompagnato, favorita tra tutte, fino alla fine del viaggio. BB, tra le sue braccia dal 1968, e poi in tanti concerti registrati, per dischi e documentari, al Fillmore East, con la Band of Gypsys, all’Atlanta Pop Festival, all’isola di Wight e anche nell’ultima tappa, tra il freddo e la pioggia sull’isola tedesca di Femharn (6 settembre 1970). BB, quella che si vede accanto a lui, nella foto scattata il pomeriggio prima di morire, giardino dell’Hotel Samarkand di Londra, tra un tè e un po’ di relax. Una gran fortuna la mia, se penso alle mie simili, magari finite in una trasmissione di Amici o nell’orchestra del Festival di Sanremo. Jimi mi ha fatta sentire importante e unica. Come si dice in questi casi, di inestimabile valore. Una storia breve, fulminante, dove però abbiamo seminato musiche che si ascolteranno per l’eternità. Mi portava sempre con sé, circondata di ogni attenzione: esibita, abbracciata, accarezzata, stretta, avvinghiata, curata, titillata, vezzeggiata, blandita, portata in trionfo, maneggiata con forza, persino amorevolmente maltrattata, sotto le luci più scintillanti. Cosa volere di più?
P.s. La mia matricola è 222625. Giocate quei numeri, portano fortuna...

Advertisement