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Il giorno dell'Armageddon

di Fabio Geda su Smemoranda 2013 - Friends

Poi arrivò il giorno che Matteo, il mio migliore amico – compagno di banco alle elementari, stessa classe alle medie su nostra richiesta e stesso liceo, l’artistico, scelto da lui perché io avrei preferito il classico – disse: “Sentite. Oggi non vengo. Vado al cinema con Sonia”. Luca stava bevendo un chinotto seduto sulla borsa. Gli andò di traverso. Si alzò berciando e colando dal naso: “Non puoi” disse. “Se manchi, abbiamo già perso. Inutile pure che ci presentiamo”. Io staccai la schiena dal traliccio, avanzai di un passo: “A vedere cosa?” “Armageddon.” “Armageddon? Non dovevamo vederlo insieme?” “Portaci Fabrizia.” “Sì, ma avevamo detto che lo avremmo visto insieme.” Matteo sprofondò le mani nelle tasche: “Vuol dire che lo vedrò due volte”. Chinai la testa di lato: “Non è la stessa cosa”. “Non è la stessa cosa?” “No.” “No?” “No!” sbraitai, vergognandomi subito per la voce troppo alta e l’evidenza della gelosia. Era la prima volta che Matteo mi scalzava per una ragazza. Sarebbe successo ancora, sì, certo, lo avrei fatto io con lui, ma quello era il battesimo, era un punto di non ritorno: da lì in poi la nostra amicizia avrebbe assunto contorni nuovi. E lui era pronto, a quanto pare, io no. Io tra Matteo e Fabrizia avrei ancora scelto Matteo per vedere Armageddon e dividere un hamburger e una Coca all’uscita. Pensai che ero stato un idiota a farmi picchiare al posto suo l’anno prima, quando lo avevano messo in mezzo per quella faccenda delle scritte sui muri, e anche ad aver rinunciato alle scarpe che mi piacevano perché le volevamo uguali e la sua taglia era finita. In ogni caso. Quel giorno Matteo andò al cinema, noi perdemmo e io fui espulso a metà del primo tempo. Ma dopo cena squillò il telefono. Era lui. “Brutta partita?” disse. “Il tuo film?” “Non l’ho visto. Sonia aveva paura. Ha continuato tutto il tempo a tapparsi gli occhi e a buttarsi su di me.” Sorrisi: “Davvero?” “Davvero.” Lo sentii ridere nella cornetta. Trassi un respiro profondo: “Domani a scuola mi racconti” dissi, “voglio sapere tutto”.

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