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Domenica 10 maggio 1987, ore 10:15

di Katia Follesa su Smemoranda 2013 - Friends

È domenica, e mi sto preparando per andare a messa con le mie amiche Monica G. e Stefania F., ho 11 anni e frequento la quinta elementare.
La messa è quella delle 11, prima non posso perché devo stirare le camicie di mio papà che gli servono per andare a lavorare.
Mi faccio il bagno, mi asciugo i capelli, mi vesto, e chiedo a mia mamma se è proprio necessario ch’io debba indossare le calze bianche di filanca che hanno il cavallo basso e mi procurano prurito alle cosce, e lei molto democraticamente risponde: “Sì!”. Ma sì, non importa, sono così eccitata di uscire con le mie amichette che m’infilo le calze ed esco di casa correndo come un toro che al posto dei testicoli ha due caciotte affumicate. Con Monica G. e Stefania F. mi diverto molto perché, invece di ascoltare la messa, ci divertiamo a toccare i cappotti e le pellicce delle signore anziane che stanno davanti a noi, ma stando attente a non farci beccare.
Io abito al primo piano di un palazzo di sei che ospita circa trenta famiglie. La prima a scendere nell’atrio dunque sono io. Rimanendo in punta di piedi, e con il collo rivolto verso l’alto, mi arrampico per citofonare a Monica G.  “Scende la Monica?”

“No, Monica è già andata!”

“Ma come è già andata? Vabbe’...”

“Scende la Stefania?”

“No, Stefania è già andata con Monica!”

Gli alluci sono viola per la tensione ma il dolore fisico non lo sento, mi domando piuttosto perché Monica G. e Stefania F. non mi abbiano aspettato. Percorro dunque da sola la stradina che mi porta alla chiesa, entro e vedo le mie amiche sedute alcune panche più avanti che ridono e si divertono. Finisce la messa e io ritorno a casa accompagnata da un magone che non se la sentiva di scendere nel mio cuore. Da quel giorno, senza una reale spiegazione, Monica G. e Stefania F. mi escludono dai loro giochi. Nel frattempo io cresco e anche loro. E arriva il momento di scegliere quale scuola media frequentare. Che stupore sapere che tutte e tre frequenteremo lo stesso istituto. Stupore che si moltiplica quando vengo di nuovo a sapere che Monica G. e Stefania F. hanno scelto un’al- tra scuola, sapendo che in quella sarei andata io.
Cinque anni per capire che posto avessi all’interno del mondo e cinque anni di psicoterapia ancora oggi non mi sono serviti a dare una spiegazione a quell’abbandono che mi ha fatto tanto soffrire.
Ma un messaggio a Monica G. e a Stefania F. lo voglio dare: “Ragazze, mi dispiace, non continuate a chiamarmi... i biglietti per venire a vedere Zelig sono finiti!”

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