I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Señor Mundo

di Alessandro Robecchi su Smemoranda 2004 - Che mondo

Un giro al giorno, gratis. Nemmeno le giostre di paese sono capaci di una simile offerta speciale, nemmeno il vostro orologio al quarzo, dite la verità. Un giro al giorno gratis, praticamente da sempre, milioni e milioni di anni: è un'offerta speciale che non scade mai, senza limiti di tempo. E poi di più: un giro all'anno, gratis anche quello, preciso al millimetro, né un minuto in più né un minuto in meno: va a finire che a questo mondo l'unico che fa ancora la rivoluzione (e ne fa una all'anno) è proprio lui, il vecchio mondo. 
Pazzesca, la generosità: qui ti chiedono soldi per ogni cosa, non si fa un passo senza cacciare un po' di contante e lui - zac! - ti fa il servizietto senza chiedere niente. Niente affitto: sei miliardi di persone ci poggiano i piedi sopra e lui, zitto, non si lamenta, non passa a riscuotere, non manda l'ufficiale giudiziario, mica ti dà lo sfratto. Si vede che è roba antica: una volta sì che facevano cose funzionanti. E farlo rotondo poi, che idea geniale: si gira tutti insieme, senza nemmeno l'impressione di stare a testa in giù, e senza vertigini.
Una casa comoda, dove c'è tutto. E meno male che non l'ha fatto il designer all'ultimo grido, che sicuro ci avrebbe messo un manico in plexiglas e il coperchio ergonomico. E meno male che non l'ha fatto uno stilista, che gli avrebbe aggiunto i fronzoli di pelliccia e i brillantini tutto intorno ai continenti. E poi lo avrebbe fatto sfilare come un cretino su una passerella gigantesca. Che scemenza: è tanto bello così il Signor Mondo, semplice semplice, quasi banale, come una palla. 
E a ogni giro c'è una sorpresa, ogni volta è un po' diverso. Qui c'era il mare, ti dicono da bimbo quando ti portano in montagna. Ah, però. E qui sotto ci sono le montagne, impari dopo, ogni volta che vai al mare. Ne fa di scherzi da prete, il Signor Mondo! Ogni tanto si scrolla un po': forse gli facciamo il solletico coi piedi. Calmo calmo, se ne ruota intorno da sempre, ma gli basta un ruttino per far crollare i monti, per spianare le pianure. Come fosse una piega sui calzoni, il Signor Mondo dice: ecco, mi do una stiratina, e così fa qualche danno, senza mai arrivare in ritardo al giro dopo. Un giro al giorno, gratis. Un giro all'anno, gratis.
E poi, eccolo. È il mondo il più grande negozio del mondo. Basta girare col carrello e c'è tutto: il legno e l'acqua, il ferro e tutto il materiale occorrente per fare il vino, il fuoco e il ghiaccio per l'aperitivo. Una volta non c'era nemmeno la coda alla cassa. Adesso un po' di più: certi si prendono tanto, troppo, dagli scaffali, e non manca chi fa il prepotente, chi vuole tutto lui. Il vecchio mondo non se la prende. Continua a girare e sembra serafico, anche se gli inquilini ormai sono incattiviti: sa benissimo che quei cretini passano, e lui invece resta lì, a fare i suoi giri per altri milioni di anni, puntuale e gratuito. Tutti 'sti piedi sul suo corpaccione, sa bene il Signor Mondo, sono solo di passaggio. Lui è qui da tanto e noi da cinque minuti. E se va avanti così ce ne andremo presto: un'altra storia passata sotto gli occhi del mondo e poi - puff! - stupidamente autodistrutta: forse gli erano più simpatici i dinosauri. Pazienza, dirà il Signor Mondo. Si darà qualche altra stiratina, si farà una fumatina dal suo vulcano preferito, e di quanto eravamo scemi noi inquilini non si curerà più del tutto. Un giro al giorno, gratis. Per miliardi e miliardi di altri giorni. Io sono sempre qui, penserà senza malizia. Siete voi che siete venuti, avete fatto casino e poi siete spariti malamente. Che scemi. E pensare che qui era tutto gratis. E c'era tutto per essere un po' felici.

Advertisement