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Lettere al direttore

di Annamaria Testa su Smemoranda 2004 - Che mondo

Egregio direttore,
come si fa a sostenere, come avete fatto nel servizio intitolato Che mondo, che stiamo tutti andando a rotoli? Negli anni '40 abbiamo inventato la penicillina, negli anni '50 abbiamo scoperto il DNA, negli anni '60 abbiamo calpestato il suolo lunare, poi sono arrivati i computer, poi Internet, e alle soglie del terzo millennio voilà, il genoma. L'umanità compie passi da gigante, alla faccia di voi catastrofisti. Ma, si sa, sono le cattive notizie che fanno vendere più giornali... 
Cari saluti. Ottimista '48
Caro direttore, 
la nostra classe ha organizzato un gruppo di studio sul futuro del pianeta. Fra i materiali esaminati c'era anche il recente articolo Che mondo pubblicato sul vostro giornale. Siete ambigui e reticenti, e siamo furiosi con voi. Vi limitate a parlare di "crescenti e preoccupanti squilibri", mentre ogni settimana dovreste urlare in prima pagina che il 55% degli abitanti USA è sovrappeso mentre il 50% della popolazione in Africa centrale e il 40% di quella dell'Africa meridionale e orientale soffrono di sottoalimentazione cronica. Che ogni ora 900 persone muoiono di fame. Che 1,2 miliardi di persone al mondo non hanno acqua potabile, e che nel 2005 tre miliardi e mezzo di persone avranno seri problemi per la mancanza d'acqua. Che ogni giorno (accidenti: ogni giorno!) spariscono fra le cinquanta e le cento specie viventi, che stiamo cancellando ogni biodiversità, e che in compenso ci cucchiamo gli OGM. Che ci sono ancora 118 milioni di mine attive sparse in giro. Che in Giappone la speranza di vita è 81,5 anni, e in Botswana è 36,1 anni. 
E vogliamo parlare della condizione della donna nei paesi che (ipocritamente) definite "in via di sviluppo"? 
Che schifezza di pianeta ci state consegnando? Che razza di futuro fetente state preparando per noi? Vergognatevi! La classe V B del liceo Giuseppe Garibaldi
Gentile direttore,
certe mattine mi sveglio e avrei voglia di dare le dimissioni dal genere umano. Poi mi dico che è più serio tirare avanti e fare il proprio meglio nella famiglia, nel lavoro e con le persone che ci stanno vicino. Se ciascuno di noi ci mettesse un po' di buona volontà, le cose potrebbero migliorare per tutti, non crede? Complimenti per l'esauriente articolo Che mondo, e un augurio di pace e serenità a lei e a tutti i lettori del suo bel giornale. Francesco T.
Caro direttore,
le scrivo per sottoporle una importante questione personale. La settimana scorsa, sul treno locale delle 6,39 da Genova a Ventimiglia, e precisamente alla stazione di Andora, è salita una ragazza che aveva con sé il vostro giornale, per l'esattezza il numero con la scritta Che mondo in copertina. La ragazza indossava jeans bianchi e una maglietta di un bellissimo verde, identico al colore dei suoi occhi. Si è messa a leggere. Ho pensato che era più gentile aspettare che finisse prima di chiederle come si chiamava eccetera. Solo che lei è scesa alla stazione di Bordighera, e io sono rimasto lì come un fesso. Forse dovreste scrivere articoli più brevi. Comunque, mi piacerebbe far sapere a quella ragazza che io prendo il Genova-Ventimiglia tutti i giorni feriali, e che mi troverà sempre nella carrozza numero 2. Fiducioso '81
Gentile direttore,
come diceva Karl Kraus "non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di uno un giornalista". Nel vostro articolo Che mondo ci avete snocciolato qualcosa come dodici pagine di dubbi, distinzioni e problemi. Purtroppo, vi siete dimenticati di precisare da che parte state. Lettore critico
Gentile direttore,
nel 1960 il 20% più ricco dell'umanità possedeva 30 volte i beni e il denaro del 20% più povero. Nel 1990 il divario era salito a 60. Nel 2000, a 90. La vera soluzione è la cancellazione del debito dei paesi del Sud del mondo. Tutto il resto sono parole, comprese le vostre. Comitato "Cancelliamo il debito adesso"
Egregio direttore,
Congratulazioni! Finalmente in Che mondo ho trovato un discorso equilibrato sulla condizione del pianeta, al di là delle false speranze e dei facili catastrofismi. Se rileggessimo oggi le previsioni del Club di Roma (I limiti dello sviluppo, 1972) vedremmo che sono state in gran parte sbagliate. Solo fino a poco tempo fa gli scienziati ci dicevano che saremmo cresciuti fino a 12 miliardi di individui, mentre recentemente la cifra è stata ridimensionata. Insomma: stiamo calmi. Prof. Maltusso 
Caro direttore,
Settanta milioni di anni fa sono spariti i dinosauri, puff!, in un momento. Magari, tra settanta milioni di anni formiche intelligentissime si domanderanno per quale strano motivo è sparito il genere umano. E, intanto, la vecchia Terra continuerà a girare, a girare... Dino S

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