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Facciamo che...

di Marina Terragni su Smemoranda 2012 - Dream

Se, tanto per fare un esempio, abitassimo tutti a piano terra, così che il dentro fosse anche un po’ fuori e viceversa, e poi passa qualcuno per strada e tu ti affacci alla porta: “Ehi, senta, sto facendo la polenta… Non è che ne vuole assaggiare un po’?”, e se la stanza più grande fosse la cucina, uno quei bei cucinoni con i tavoloni e sotto i bambini che giocano a “facciamo che io ero”, e ci stanno tanto comodi che non devi neanche deportarli al nido alle sette del mattino con il naso che sgocciola, anche perché la mamma è tecnologica, flessibile e connessa e lavora da casa mentre il minestrone è sul fuoco, e poi a fare i biscotti tutti insieme, che fantastico profumino di vaniglia! e perciò non è per niente isterica, non vuole divorziare, e anzi sta pensando di fare un altro paio di marmocchi, li cresceremo tutti insieme, con i nonni e gli amici, e non le serve neanche più la macchina, vanno benissimo la bici o il tram, così l’aria non è più impestata e per le strade si può perfino pattinare, tanto la spesa te la portano dalla cascina, tutta roba fantastica senza chimica, mentre erbe, insalata, pomodori ciliegini e fragole te li fai da solo nei vasi davanti alla porta – stare attenti che il cane non ci faccia la pipì – e dato che mangi bene e respiri bene non ti viene neanche il raffreddore, e nemmeno la depressione, e non ti gonfi come un tacchino, i jeans ti stanno sempre benissimo, a che cosa serve ingolfare l’armadio di vestiti? bastano quelle quattro cose ­­– magari un vestitino da sera, tagliato e cucito per gioco con le amiche –, meglio spendere in tecnologie pulite, e non serve scappare ogni week-end per poter respirare, tanto l’aria è pulitissima, c’è un bel silenzio, come quando nevica, e si sta bene a casa ma anche per strada, un sacco di cose belle da fare, lo yoga nel parco, il teatro sull’angolo, ogni quartiere ha il suo parco, il suo teatro e il suo centro, siamo tutti amici e il sabato sera da uno o dall’altro per un bicchiere insieme, ridere e divertirsi e parlare dei problemi e cercare una soluzione… Un sogno in downshifting.

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