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La cosa più logica da fare

di Fabio Fazio su Smemoranda 2004 - Che mondo

La parola "mondo" mi ha sempre evocato un insieme di immagini da agenzia di viaggio. Quei cartonati con le palme e il mare trasparente degli atolli o le dune del deserto modellate perfettamente, tanto da sembrare finte. O quegli altri con i volti e gli sguardi intensi e scavati di uomini e donne che abitano in posti lontani, da scoprire.
Il mondo come una scoperta appunto, come un'opportunità.
Conoscere più che si può, tutto quello che nella vita si riesce a raggiungere, collezionare souvenir per avere sempre sotto gli occhi tutta la differenza che abbiamo imparato: per evocare in ogni momento luci, colori e odori lontani.
E peccato che il mondo sia uno solo, perché di cose da fare e da imparare sarebbe bello non accontentarsi mai, sarebbe bello che fossero infinite, non numerabili e non contenibili in un unico mondo. 
E devo dire che questo appetito non mi sembra strano: anzi, lo trovo al contrario estremamente naturale. Guardarsi intorno e godersi quel che la Natura e Dio hanno inventato cercando di migliorare la qualità della propria vita e di quella altrui.
E non solo tutto ciò mi sembra naturale ma persino logico, la cosa più logica da fare.
Le obiezioni ovviamente le riesco a immaginare eppure continuo a pensare che quella che potrebbe essere definita "utopia" rappresenti uno scenario più facile di quello che è il mondo di oggi. Più facile proprio perché più naturale.
Infatti, le regole che ci siamo dati e che governano il nostro tempo non sono affatto naturali e tantomeno facili.
Non è facile che so... inventare l'antrace, o la guerra preventiva, o il sistema di mercato, o il terrorismo islamico, o le armi batteriologiche, o la galera, o la deforestazione, la disoccupazione, l'alienazione, il debito dei Paesi poveri, la bomba H, quella intelligente, le sostanze che ti bruciano il cervello, la cementificazione, la schiavitù e lo sfruttamento, i morti per fame e per sete, le macchie di petrolio grandi come isole che galleggiano nel mare e via dicendo.
Tutto questo in natura non esiste. Tutto questo è stato pensato, progettato, costruito, applicato, divenuto. E non è facile.
Non più facile di quello che avrebbe potuto essere o potrebbe essere il mondo. Un altro mondo.

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