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Il ragazzo che mi sognava

di Raul Montanari su Smemoranda 2012 - Dream

Ho sognato che un ragazzo mi sognava.

Aveva un sacco di problemi, questo ragazzo, molta confusione in testa, e soffriva per cose da nulla, che da adulto gli sarebbero parse autentiche stronzate. Ma lui non lo sapeva. Tutto gli sembrava complicato: andare d’accordo coi suoi, avere una storia con una certa tipa che, a ripensarci dopo, ci sarebbe stata eccome, solo che lui non sapeva interpretare i suoi gesti, i sorrisi, i segnali, era proprio tonto! Insomma, siccome non era contento della sua vita, questo ragazzo sognava me.

Mi immaginava a metà fra Tex e Corto Maltese. Non c’era ancora Dylan Dog, altrimenti di sicuro mi avrebbe prestato la sua faccia. Nei suoi sogni, il ragazzo mi vedeva felice. Una bella famiglia. Un lavoro che mi sarebbe piaciuto (era indeciso fra avvocato, giornalista, scrittore...). Soldi, magari non tanti da poter comprare una piccola isola per dare feste a cui gli amici arrivano in barca, cosa che al ragazzo sarebbe piaciuta un sacco, però abbastanza quattrini da non avere troppi problemi. Questa la mia vita. E il mondo intorno a me? Be’, il ragazzo lo immaginava migliore di quello in cui viveva lui negli anni ’70. Un mondo dove tutti stessero bene, perché grazie alle conquiste della scienza e della tecnica la gente avrebbe lavorato meno, ma questo non sarebbe stato un male, anzi! Tutti si sarebbero goduti di più la vita. La scuola sarebbe diventata una figata, le città sarebbero state posti gentili, dove vivere con piacere. I medici avrebbero avuto tanti mezzi in più per curare gli ammalati, la giustizia sarebbe stata uguale per tutti e ogni cosa sarebbe andata per il meglio.

Eh, ho idea che sbagliasse di brutto, quel ragazzo, soprattutto quando invece di immaginare me fantasticava sul mondo. Però guai se non avesse sognato. Solo se sogni cammini, vai in una direzione. E se non arriverai là dove volevi, be’, camminare è stato comunque meglio che stare fermo come un fesso ad aspettare.

Io non ho smesso di sognare. Fatelo anche voi.

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