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Il cinico, magico mondo di G. Larson

di Margherita Giacobino su Smemoranda 2004 - Che mondo

Questo è un messaggio in bottiglia, affidato al caso e indirizzato a un uomo che ha fatto perdere le sue tracce dopo aver perpetrato una serie di misfatti. Un uomo in grado di scatenare nel più ignaro, innocente dei lettori una truce, cinica e demenziale ilarità, facendo deflagrare i freni inibitori del senso comune e dei buoni sentimenti. Un uomo capace, con pochi tratti di penna, di farti vedere le cose più importanti (dio, il senso della vita, la grandezza dell'intelletto umano, gli interrogativi bioetici, il dialogo tra le culture) dal punto di vista di un pollo. O, se preferite, di una vacca pezzata del Montana.
L'individuo di cui parlo si chiama Gary Larson e per una quindicina d'anni e più ha sparso per il mondo le sue vignette come un gas nervino. Poi ha smesso e per quel che ne so ora è appostato su un albero in qualche foresta pluviale a osservare i rituali di corteggiamento degli orangutan.
Il mondo di mr. Larson si chiama il Far Side, e un filologo potrebbe sbizzarrirsi a cercare le parentele con il Far West, ma anche con il Paese delle Meraviglie e vari altri mondi sornioni e inquietanti in cui puoi cascare senza preavviso quando credendo di aprire la porta del bagno valichi per sbaglio la soglia della realtà; ma finora, a quanto mi risulta, nessun filologo è stato abbastanza temerario da cimentarsi in un'impresa del genere e uscirne vivo. Il Far Side è popolato da animali che conducono una attiva vita sociale nella giungla come in città, nei pascoli del Nebraska come nel Serengeti; amebe che guardano filmini porno alla tv, paperi paranoici, famigliole di pitoni in casette con la veranda, mucche avventuriere, fenicotteri punk, lupi che inseguono le pecore in taxi e mamme avvoltoio che insegnano il galateo alla prole attorno alla carcassa dell'antilope. In una parola, essi sono tra noi. Essi ci guardano. Anche noi li guardiamo. In questo incrociarsi di sguardi, con ciò che comporta – giudizio, emulazione, estraneità e parentele – ci accade a volte di vederci riflessi nei loro occhi, e capire cosa siamo: la razza più infestante, al primo posto assoluto davanti agli scarafaggi e ai topi.
Ma il mondo di mr. Larson vi riserva altre sorprese. Potete trovarvi scaraventati all'inferno, insieme a un plotone di dannati costretti a fare aerobica per tutta l'eternità, sotto la guida di diavoli che farebbero invidia agli animatori dei migliori villaggi vacanze; o piombare in un giurassico spurio, in cui ominidi dalla fronte sfuggente sono alle prese con i dinosauri e con i propri cervelli sottodimensionati – niente a che vedere con i nostri moderni, sviluppatissimi cervelli che ci consentono di gestire il vecchio globo e le sue risorse con stupenda lungimiranza; per non parlare della dimensione tecnologica e degli scienziati giocherelloni. Se per Pascoli il poeta era sempre un fanciullino, nella poetica larsoniana è chiaro che questa amabile caratteristica compete a tutta la razza umana, ma soprattutto all'élite scientifica; le grandi menti che decidono il destino dell'umanità, i pionieri della sperimentazione in tuta antiradioattiva, i maghi della clonazione con le loro provette alla mano, nell'intimo sono dei bambinoni giocosi e suscettibili, sempre pronti a scagliarsi addosso con infantile irruenza colture di germi letali, a ingaggiare battaglie di elastici o gare a chi arriva prima a premere il bottone atomico. Il che sta a dimostrare che la nostra razza non ha perso la dimensione ludica, e che questa terra – peraltro fatta da Dio (sì, c'è anche Lui, è ovvio) con una miscela di quelle che si comprano nei pacchetti, tipo torta paradiso – è soltanto un esperimento uscito malcotto dal forno divino.
E dopo aver creato questo mondo e averlo scatenato fra noi, come solo una mente malata e priva di ogni scrupolo morale poteva fare, mr. Larson è sparito! Che altro c'era da aspettarsi da un tipo così irresponsabile? Il messaggio, quindi, è il seguente: Mr Larson, come back! venga a riprendere il controllo di tutti questi mostri, scienziati pazzi, mutanti e idioti che ha sguinzagliato fra noi persone serie e responsabili! E la smetta di insinuare che in fondo non siamo più evoluti dei brontosauri!

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