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Metti che...

di Maurizio Porro su Smemoranda 2004 - Che mondo

E se improvvisamente, un giorno per caso, tutto nello show business si ribaltasse e quindi funzionasse? 
Metti che i film alla televisione incominciassero in orario, anche nel Fuori orario di Raitre, che la compagnia di giro Moretti-Cofferati-Prodi, con Sabrina Ferilli, governasse il paese, che i computer delle casse dei cinema ti dessero un posto centrale al sabato sera, che Benigni non prendesse più in braccio né baciasse nessuno per un anno, che ci si disinteressasse di Pinocchio. E che Mediaset mandasse in onda Il comandante, il documentario di Oliver Stone che beatifica Fidel Castro, con commento in diretta dei fratelli Guzzanti e una medium che parla con El Che. 
E se Biagi conducesse il tiggì delle ore 20 con Santoro e Fazio in redazione? E se, ma questo sarebbe il massimo, Boldi e De Sica, alternandosi i ruoli, facessero Vacanze ad Atlanta, remake di Via col vento, film che ci sta sempre conficcato nella zona kitsch del cervello? Troppo bello. Troppo. Un paese senza, per dirla alla Arbasino, diventerebbe un paese con.
E se Muccino scoprisse in un film che la vita in due è meravigliosa e Cameron Diaz si facesse suora dopo aver rivisto Bernadette e aver parlato con Bush? Se Olmi scappasse con la Bellucci e le facesse una full immersion, se Tom Hanks facesse la campagna elettorale per Mastella, se la Ferilli passasse al Milan, se Scarpati diventasse il nuovo 007, se Hugh Grant interpretasse una commedia senza l'obbligo contrattuale di una scena in cui resta in boxer bianchi: if, if, if? Un mondo fatto a misura di sé. 
Novità per la prossima stagione: 
Aldo, Giovanni e Giacomo presentano la Lotteria di Capodanno. Ken Loach va a cena da Gasparri, viene miracolato e dirige un film a episodi con Squitieri, Zeffirelli e Albertazzi in voce off. Troppo. Esageriamo? Paolo Poli mette in piedi una terza versione fiction di Padre Pio. La felicemente rientrata famiglia Savoia prepara in teatro una nuova versione dell'Opera da tre soldi di Brecht e Weill con incassi devoluti a Gino Strada. D'Alema inizia una tournée con la Caselli, Nessuno mi può giudicare e Perdono. Fini presenta su Italia 1 un ciclo di cinema gay. Woody Allen si trasferisce a Napoli a recitare Eduardo con una Filumena Marturano vietnamita, Banfi e la Laurito mettono in scena Chicago in Italia. Non bisogna chiedere troppo al cine-destino, ma se Hollywood rinunciasse per una stagione agli effetti fin troppo speciali, al cinema digitale, ai cartoon computerizzati, allora ci sarebbe da accendere i ceri a san Fellini, che non può non farsi vivo. Uscirà una legge che vieta il cinema seriale, impedendo di realizzare Harry Potter 8, Il signore degli anelli 15, Rocky 10, Indiana Jones 12, Il Cubo 4, Guerre stellari 27, Spy Kids 6, Jurassic Park 5. Un corteo di bambini no global invita Disney a non progettare più i seguiti delle sue fiabe best seller per il plus valore dell'home video. Scorsese gira un film con pochi soldi, due interni, 2 settimane di riprese in un'altra città. Speriamo che gli italiani non si mettano in testa di fare un remake del grosso e grasso matrimonio greco, girandolo a Napoli con i Fichi d'India e dieci aspiranti veline.
Se in DVD uscissero i film che hanno fatto la storia del cinema, sarebbe splendido, specie se costassero una cifra ragionevole. Siamo sempre in zona Lucas-Spielberg, fantascienza pura. Se si trovassero film inediti di Fellini, Cukor, Truffaut, Hitchcock, Ophuls, non sarebbe una meraviglia? 
Ma ecco che lo schermo si ondula, le immagini si sovrappongono, la dissolvenza ci riporta al presente, era tutto un sogno. The end. Titoli di 
coda. Torniamo nell'incubo.

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