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Questo mondo

di Paolo Cevoli su Smemoranda 2004 - Che mondo

Io sono un praticone. Non sono buono di fare della filosofia. Per questo motivo, sul tema della Smemo di quest'anno Che mondo, vorrei snocciolare delle osservazioni logiche di ordine pratico. Grazie.

Primo. Questo mondo c'è. Potrebbe non esserci e invece c'è. Si fa l'abitudine a tutto. Ogni mattina quando ci si sveglia con gli occhi impatacati di sonno. È bello accorgersi che esisto ancora. Anche oggi posso andare al bar. "Una pasta e un cappuccino". Grazie.

Secondo. Questo mondo è fatto così. È questo, non è un altro. Per me esiste questo. In altri mondi, alla mattina, può darsi che fanno colazione con uova, maiale, caffè sbrodolento e altre mondezze che intoppano le vene varicose. È una questione di abitudine. Il mio mondo è cappuccio & brioche. "C'avreste mica quelle con la crema?" Grazie.

Terzo. Questo mondo c'era anche prima di me (e continuerà a esserci anche dopo di me). E se è fatto così è perché qualchedunaltro prima di me c'ha messo del suo perché venisse fatto così. Il mio babbo e la mia mamma mi hanno imparato a fare colazione in un determinato sistema. "Pierpaolo, vieni a mangiare che è pronto il caffellatte". Grazie.

Quarto. Questo mondo cambia. Tutti lasciano un suo pezzettino. Anche quelli che vivono per un secondo ci mettono del suo perché dopo che sei venuto al mondo, esso (il mondo), non è più uguale. Io, nel mio piccolo, crescendo, sono passato dal rudimentale sistema caffellatte-pane al più evoluto pasta-cappuccio. "No, senza spolveratina di cacao, grazie". Le abitudini possono cambiare. Senza esagerare. Grazie.

Quinto. Questo mondo si può scegliere. Oltre alle cose belle, in questo mondo ci sono anche le porcherie. È vero. Molte delle quali non ci possiamo fare niente. I bars di Milano c'hanno tutti le paste surgelate esposte in quei cassonetti di plecsiglas riscaldati. Quasi tutti. "C'avete solo queste di paste?" Potendo scegliere, sto a casina mia. Non riesco ad abituarmi. Grazie. 

Sesto. Questo mondo è bello. In mezzo alle schifezze c'è del bello. Sempre. Io sono stato abituato a cercarlo. Colonna Nico, durante un pur-parlè, mi ha detto che a Milano ci sono tre bars che c'hanno le paste buone. Sempre qualcosa. Tempo perso incazzarsi con il "sistema", nella vita occorre un impegno personale. "Scusi, è lontano quel bar coi bomboloni caldi?" Gli amici che ti danno le dritte sono importanti. Ma le gambe sono le tue. Grazie. 

Settimo. Questo mondo è da vivere. Sempre secondo il Colonna, a Milano, il sistema dei croissant precotti-surgelati-riscaldati funziona perché la gente non c'hanno tempo di pensare che le paste fanno schifoalcazzo: ora che hanno finito di strozzarsela sono già usciti dal bar. Molti mangiano perché devono, non perché ci piace. Questo è il problema. Grazie.

Ultimo. Questo mondo non siamo da per soli. Per fortuna. Se non ci foste voialtri (compresi quelli di Milano), non ci sarei neanche io. Il massimo del bombolone + cappuccino è farselo in comitiva, potendo. Difatti, se per caso, qualcuno dei lettori della Smemo volete scrivermi il vostro coso in una mail (la mia la trovate linkata sul sitowww.paolocevoli.com), a me mi fate piacere, sennò va bene lo stesso. 
Grazie.

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