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Miraggio!

di Katia Follesa su Smemoranda 2012 - Dream

Se mi chiedete: “Qual è il tuo sogno nel cassetto?” Rispondo: “Un cassetto!”, perché io un vero cassetto non l’ho mai avuto!

Nella mia cameretta anni ‘80, che dividevo con mia sorella, c’era qualsiasi oggetto voluto da mia madre, ma non una cassettiera. Ricordo un muro dipinto, con Biancaneve e i Sette Nani, che mia mamma aveva coperto con un armadio a ponte. Lei diceva che lì ci stava tanta roba. “Sì, mamma, ma non ci sono cassetti, dove le metto le mutande, le calze e la foto di Ricky Martin che mi fissa languido?” Niente da fare.

Poi, un giorno, andai a vivere da sola. Nel monolocale super figo in centro a Milano c’era di tutto, e c’erano loro… Il mio sguardo li incrocia, il mio cuore inizia a battere, un miraggio: mi sorridono ben otto cassetti! Mi commuovo, vedo i miei perizoma già sistemati in ordine di occasione e colore. Mi avvicino, cerco di aprire il primo cassetto e mi accorgo che sono fottuta: la cassettiera è finta, serve solo a separare la zona notte da quella giorno. Decido però di non farmi fregare con l’acquisto della prima casa: l’appartamento lo scelgo io, corredato di stanza guardaroba! Così, finalmente, anch’io possiedo dei cassetti, finché un test di gravidanza mi rivela che diventerò mamma!

La mia gravidanza è stata come la carriera di Jim Morrison: sotto effetto di stupefacenti, facevo shopping selvaggio per mia figlia. Al casco dello scooter mi sono fermata: il mio compagno mi ha fatto notare che era eccessivo. E aveva ragione – ma io ho lasciato comunque un acconto... Il punto è che un golfino oggi, un pigiamino domani, pian piano i vestiti di mia figlia (che ancor prima di nascere già possedeva un guardaroba degno delle Gossip Girl) prendevano il posto dei miei.

Tant’è: il mio sogno nel cassetto, ovvero avere un cassetto solo mio, non si è ancora realizzato.

Credo che risolverò tutto con la morte: una bara a forma di cassettiera. Il casino sarà dividere le varie parti del corpo…

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